Non sono incoraggianti gli ultimi dati economici sull'Europa diffusi oggi da Eurostat. Crescono invece i prezzi della produzione industriale, mentre restano fermi gli investimenti delle imprese
Su i prezzi della produzione, fermi gli investimenti delle imprese, giù il risparmio delle famiglie: non sono incoraggianti gli ultimi dati economici sull'Europa diffusi oggi da Eurostat.
A marzo,
i prezzi della produzione industriale sono aumentati dello 0,7%, rispetto a febbraio, nella zona dell'euro e dell'1,0% nella Ue-27, dopo che a febbraio erano già aumentati dello 0,8% in entrambe le aree. Nel marzo 2011 rispetto al marzo 2010, i prezzi della produzione industriale hanno guadagnato il 6,7% nella zona dell'euro e il 7,4% nella Ue a 27.
Tra i paesi membri per i quali sono disponibili dati, gli
aumenti maggiori sono stati registrati in Gran Bretagna (+3,0%), Danimarca (+2,1%), Grecia (+1,5%) e Finlandia (+1,3%). Gli incrementi minori sono stati registrati in Ungheria e in Malta (+0,1%), Svezia (+0,2) e Lettonia (+0,3%).
Restano invece
"praticamente invariati" i tassi di investimento delle imprese europee: secondo i dati Eurostat/Bce pubblicati oggi, nell'ultimo trimestre del 2010 le imprese dell'Eurozona hanno investito il 20,8% (uguale al dato del terzo trimestre) mentre quelle dell'Ue27 sono ferme al 20,3% (20,2 nel periodo precedente). Gli investimenti sono aumentati in termini nominali, a un ritmo analogo a quello del valore aggiunto lordo. Le scorte di materiali, forniture e prodotti finiti sono invece ulteriormente diminuite.
Quanto alla quota dei profitti sul valore aggiunto, si è stabilizzata: nell'Ue27 ammontata al 37,9% e nell'Eurozona al 38,2%.
Infine, c'è il dato sul
risparmio delle famiglie, ancora in calo nell'eurozona e nell'Ue a 27 nell'ultimo trimestre del 2010. Secondo Eurostat, nel periodo ottobre-dicembre dello scorso anno, il tasso è diminuito all'11,3% nei 27 rispetto all'11,6% del trimestre precedente, il più basso dal terzo trimestre del 2008, mentre nell'area euro si è registrato un calo al 13,4%, rispetto al 13,6%, la percentuale più bassa rispetto al primo trimestre del 2006. L'Ufficio statistico dell'Ue ritiene che la
riduzione della propensione al risparmio sia causata dal calo del reddito reale (-0,1%) e dall'aumento delle spese per il consumo finale delle famiglie ( 0,1%).