Martini (Filcams Cgil): "Siamo contro l’annullamento di ogni regola, siamo contro il modello h24 x 365"
Si è conclusa venerdì 29 aprile a Firenze l’ultima tappa della compagna "La festa non si vende", lanciata dalla Filcams Cgil per combattere la totale liberalizzazione delle aperture domenicali e festive nel commercio.
Presso il FirenzeFiera, Palazzo degli Affari,
Franco Martini segretario generale della Filcams Cgil, ha aperto la giornata con il suo intervento: "Con l’iniziativa di stamani concludiamo la prima fase della campagna nazionale. Una campagna - ha detto il segretario - che non è contro il lavoro domenicale (ed anche quello festivo, in alcuni casi). Noi siamo contro la liberalizzazione delle aperture, siamo contro l’annullamento di ogni regola,
siamo contro il modello h24 x 365, modello a cui si ispirano coloro che chiedono per il commercio piena libertà di aprire in ogni dove".
La campagna della Filcams Cgil è una iniziativa che intende accendere i riflettori sul tema dei
modelli di consumo e del settore distributivo: "Vi è un intreccio stretto tra modello di consumo, modello distributivo e modello lavorativo" ha spiegato ancora Martini. "Non è possibile difendere la qualità del lavoro e i diritti sul lavoro, senza fare un discorso anche sul modello distributivo e, a sua volta, sul modello di consumo".
Il dibattito, moderato dal direttore di Rassegna Sindacale
Paolo Serventi Longhi, è stato intervallato dalle vignette di Sergio Staino. Prima delle conclusioni di
Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, c’è stato un breve intervento di
Adriano Sofri.
"Partirà proprio da qui, la seconda fase della nostra campagna", ha concluso Martini, "dall’obiettivo di rileggere l’intera normativa ed aggiornarla.
La Bersani ha più di 10 anni ed è ridotta ad un colabrodo dalla derogabilità esercitata dai comuni. Riteniamo che dentro un quadro nazionale aggiornato, le regioni debbano legiferare, per offrire un sistema che assuma il vincolo della concertazione, il vincolo dell’indisponibilità di alcune feste religiose e civili, che rilanci la programmazione del settore commerciale, con regole e criteri omogenei".