Come si coniuga la passione per la rete con la ricerca "spassionata" di un vero lavoro. L'importanza delle relazioni. LinkedIn, Viadeo, Xing, Facebook, Twitter: come usare le reti sociali più diffuse
Inizialmente chi si iscriveva lo faceva per curiosità o per non essere da meno di amici e colleghi che lo avevano già fatto. Ma con il passare del tempo quelli che erano nati essenzialmente per creare una rete – professionale o di amicizie – sono diventati un vero e proprio strumento per trovare lavoro e, quando non si tratta dell'Opportunità con la "o" maiuscola, per cercare dei contatti validi che possano servire per il lavoro stesso. Parliamo dei social network che si distinguono in quelli professionali tout court come LinkedIn, Viadeo, Xing e negli altri apparentemente non professionali come Facebook e Twitter.
Ma vediamo nello specifico come si coniuga la passione per il mondo social con la ricerca "spassionata" di un lavoro. Ammettiamolo: se cercate un impiego e volete incrociare la strada dei social network,
il primo pensiero va all'americano LinkedIn (www.linkedin.com) che in Italia, pur non avendo una sede, conta un milione e 700 mila utenti (100 milioni in tutto il mondo) ed è in tal senso il più conosciuto. Le sue potenzialità sono andate aumentando nell'ultimo periodo grazie all'enorme frequentazione, sebbene pare che non tutti gli iscritti siano attivi, anzi che a fare la differenza siano quei "pochi" che visualizzano molte pagine.
Il primo cambiamento è stato linguistico: LinkedIn, con lo slogan "le relazioni contano", inizialmente era soltanto in inglese.
Come funziona? Si inizia costruendo un proprio profilo in cui, oltre ai dati personali e sulla formazione (da aggiornare ogniqualvolta si fa un corso), si mettono le esperienze passate e quelle attuali, si fa un breve sommario e un elenco delle proprie capacità, si può poi decidere se rendere il tutto pubblico o no. LinkedIn permette di creare una rete anche con amici di amici o colleghi di amici che possono vedere il nostro profilo tramite le conoscenze in comune. Vi ricorda i vecchi passaparola o le raccomandazioni? Non siete così lontani dal vero. Anzi la "raccomandazione", nell'accezione positiva del termine, è ben accetta: è il parere di una persona che vi conosce e ha lavorato con voi e che quindi dà delle credenziali valide e spendibili.
Damiano Arena, ventiquattrenne ingegnere dell'autoveicolo, ha testato personalmente le potenzialità della Rete: "Sono stato contattato da una società di recruitment che ha letto il mio profilo attraverso quello di un mio amico, ha verificato le mie referenze e mi ha chiamato per un colloquio". Esiste poi il metodo di ricerca tradizionale: basta cliccare sulla voce lavoro nel menu in alto di LinkedIn per leggere i classici annunci. In primis appaiono quelli più adatti a noi (più è completo il profilo, più ci sono possibilità che sia davvero così), ma, grazie al motore di ricerca, si può anche trovarne di diversi sia all'interno di LinkedIn stesso (sempre più le aziende che pubblicizzano la loro ricerca di personale solo qui) che "pescati" da internet.
Su LinkedIn sono presenti anche profili di aziende che è molto utile seguire perché, come ci dice ancora Damiano, "possono contenere aggiornamenti sulle posizioni aperte. E se cercate lavoro, intervenite spesso nei gruppi di discussione". Questo è un altro modo per farsi conoscere: se si partecipa con contribuiti pertinenti, si genera curiosità intorno alla propria persona. "Molti headhunter e Hr manager sono su LinkedIn", precisa Antonio Ferraro, componente del team che gestiste il gruppo "Il mercato italiano" del lavoro (di cui parliamo più avanti), "quindi è un'occasione non solo per farsi vedere, ma per parlare direttamente con loro". Molti i gruppi che si occupano di lavoro e condividono posizioni aperte, come "Jobs in Italy", "Job rumors" (in cui si segnalano posti liberi, ma non pubblicizzati apertamente, per l'appunto rumors) e "Job seekers" in cui ci sono persone intenzionate a cambiare lavoro in Italia e nella Svizzera italiana.
Ma il lavoro si trova davvero? Si ricevono offerte? Questo interrogativo, proposto da un utente, ha generato una delle discussioni più commentate su "Il mercato italiano del lavoro". I dati sono stati raccolti dai gestori del gruppo che, tra ottobre 2010 e gennaio 2011, hanno creato un questionario a cui hanno risposto 2 mila persone. Dai risultati emerge che uno su tre ha avuto contatti lavorativi e che due su cinque hanno avuto un'offerta di lavoro reale (circa il 10 per cento del totale). Offerte che provengono per lo più dal Nord e dall'estero, anche se questo può dipendere dal fatto che molti utenti del gruppo vivono nel Settentrione.
Interessanti i motivi per cui ci si iscrive a LinkedIn: innanzitutto per trovare lavoro e per condividere la propria professionalità, ma c'è anche un 10 per cento che dichiara di cercare candidati, percentuale che – come si evince dal sondaggio – è uguale a quella di chi l'ha trovato. "LinkedIn – ci dice Marcello Granatelli, owner del gruppo – consente a chi è in cerca di occupazione di mantenere aggiornato un proprio profilo professionale in una collocazione che ha ormai raggiunto una dimensione internazionale, tale da farne un sito di riferimento indispensabile per figure professionali di un certo livello".
Viadeo (www.viadeo.it) è il secondo professional social network dopo LinkedIn con 35 milioni di utenti totali di cui 5 milioni e mezzo nella "controllata" Cina e uno in Italia.
Xing (www.xing.com), di matrice tedesca, ha 10 milioni di utenti nel mondo ed è molto usato nel paese governato dalla Merkel. Fino a un anno fa aveva una sede in Italia, chiusa all'improvviso.
Siete solo su Facebook? Sappiate che anche il "libro delle facce", nato più che altro per ritrovare vecchi amici, può creare opportunità, purché lo si usi in maniera intelligente. A partire dalle foto: se proprio ci tenete a mostrarvi in costume, create delle liste di utenti che possano vedere quelle immagini senza che siano di "pubblico dominio". Quando inviate un curriculum vitae ricordate che il selezionatore potrà cercarvi su internet. Inoltre sono sempre di più le aziende presenti, iscrivetevi alle loro pagine in cui si trovano anche annunci di lavoro. Facebook ha poi due applicazioni che hanno questo scopo: "BranchOut" molto simile a LinkedIn e la neonata "Job Slot". Un consiglio che vale per tutti i social network: costruitevi un'identità riconoscibile cercando di mettere la stessa immagine. Trovare lavoro è possibile, a patto di "avere una solida rete di conoscenze, e non semplici contatti come fossero elenchi di figurine da appendere al profilo – conclude Granatelli –. Questo permette di guardare al futuro con maggiori prospettive".