Montecitorio voterà in settimana le mozioni Pd, Idv sulla Libia. Pronto il testo del terzo uomo. Partiti intanto i primi Tornado italiani su Tripoli. Scontro nel governo: "Ha deciso senza consultare nessuno". Il Giornale contro Tremonti: è lui che aizza
La Camera voterà il 3 maggio la mozione, o le mozioni, sulla Libia. La decisione è stata presa dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio dopo che il Pd ha presentato la sua mozione già passata al vaglio della presidenza. Ieri era giunta una mozione dell'Idv, che deve ancora essere valutata dalla presidenza, e anche il Terzo polo ha preannunciato l'intenzione di depositare un proprio testo.
Sul passaggio parlamentare è però scontro. Per il Pdl è impossibile che l'Aula sia chiamata a votare una linea che sostanzialmente ricalchi quella del 24 marzo, mentre sarebbe accettabile solo un testo che vada contro l'intervento in Libia. Di avviso opposto il Pd.
Per Dario Franceschini, se la Lega dovesse votare contro la mozione del Pd sulla Libia si aprirebbe di fatto una crisi di governo. "Non so cosa farà la Lega che fa la voce grossa in Padania e cala le braghe a Roma", ha commentato il capogruppo del Pd. "sono più propenso a pensare che calerà le braghe, ma se ci fosse un voto differenziato sarebbe crisi nei fatti", ha aggiunto. Il voto in aula, ha aggiunto, "farà chiarezza perché non si può andare avanti con il doppio gioco e le ambiguità".
Nel frattempo, è stata compiuta oggi la prima missione dei caccia Tornado italiani armati con bombe. E' quanto appreso da Tmnews da fonti qualificate. Secondo quanto riferito, gli aerei non sarebbero ancora rientrati alla base. Nel frattempo il governo degli Stati Uniti stima in 30mila le vittime civili della guerra in Libia, da quando il colonnello Muammar Gheddafi ha lanciato la sua cruenta campagna militare contro le forze ribelli.
In Italia, intanto, è muro contro muro tra Silvio Berlusconi e la Lega, almeno a parole. "No alla guerra, no al bombardamento. E' una decisione sbagliata che avrà come conseguenza certa
un'ondata di immigrati mandati da Gheddafi o che scappano dalla guerra, e come conseguenza incerta la fine del regime", ha detto senza mezzi termini il ministro dell'Interno Roberto Maroni, intervistato oggi da Libero.
Maroni dice di aver appreso la notizia del via libera ai bombardamenti "dalle agenzie". E aggiunge che "
Berlusconi ha deciso senza consultare nessuno. Inopinatamente. Noi manteniamo la nostra posizione, non cambiamo idea da un giorno all'altro".
Di qui la richiesta ribadita da Maroni di un dibattito in Parlamento, eventualità che il Governo sperava di evitare proprio per non fare esplodere le contraddizioni interne alla sua maggioranza.
Quanto al voto, aggiunge Maroni, "sembra che ci sarà, l'opposizione pare che lo richieda. Fino ad allora non vedo la possibilità per noi di cambiare la nostra linea che è stata dettata da Bossi".
Berlusconi, da parte sua, ostenta come al solito sicurezza e tranquillità, dicendosi più che convinto di poter ricomporre le frizioni con l'alleato: ci possono essere sempre fibrillazioni ma queste non metteranno mai in discussione l'intesa generale, ha spiegato senza nascondere però sorpresa, amarezza e irritazione per le parole di Roberto Maroni.
Ma mentre Berlusconi minimizza, il quotidiano di famiglia,
Il Giornale, va all'attacco di quelo che ritiene il regista occulto dello scontro con la Lega: "Tremonti aizza la Lega" è il titolo a tutta pagina scelto oggi da Sallusti. "Altro che Libia e clandestini - si legge nell'articolo - Dietro allo strappo del Carroccio c'è la manima del ministro che vuole vendicarsi della nomina di Draghi alla Bce e dell'Opa francese su Parmalat".
"Questioni personali quindi - scrive Sallusti nell'editoriale - più che politiche, di
un ministro che si sente premier e che ha grande influenza sulla Lega. Al punto - rincara Sallusti - da aizzarla contro Berlusconi facendo leva su due questioni: bombardamenti e clandestini, che stanno a cuore al popolo del Carroccio molto sensibile in campagna elettorale".
Questione Parmalat, caso Libia e le tensioni con la Lega non agitano solo la maggioranza.
Molte critiche arrivano anche dalla base che le riversa in 'Spazio azzurro', la bacheca on line sul sito del Pdl. A segnalarlo è un articolo del Secolo d'Italia ripreso dall'agenzia Agi. La maggioranza dei cyber-militanti boccia su tutta la linea le decisioni prese dal premier Silvio Berlusconi nel bilaterale italo-francese. Un post ad esempio recita: "Baci, abbracci, amicizia, ma la Francia la fa da padrone e noi - si legge - la prendiamo in quel posto. Come (quasi) sempre ha ragione Bossi".
aggiornato alle 13:12