Pessime notizie dall'incontro al ministero con i commissari dopo la presentazione delle offerte di acquisto per il gruppo di elettrodomestici: nella migliore delle ipotesi verrebbe riassorbito meno del 20% del personale. Cgil: "Situazione drammatica"
Si è svolto in data odierna, mercoledì 27 aprile, presso il ministero elle Attività Produttive, un incontro sulla vertenza Merloni, nel corso del quale i commissari che gestiscono l'azienda hanno illustrato ai sindacati una situazione drammatica, che prevede (nella migliore delle ipotesi) il
riassorbimento di sole 400 unità lavorative, pari a meno del 20% dell'attuale forza lavoro. La Cgil in una nota definisce "inaccettabile" questa prospettiva e ritiene necessario "cambiare rotta".
"Chiediamo la realizzazione di un percorso diverso - si legge in una nota della Cgil nazionale, della Cgil Umbria e della Cgil Marche - basato in primo luogo sul
mantenimento dei livelli occupazionali nella realtà umbro-marchigiana (circa 2400 unità). Inoltre, riteniamo necessario proseguire nella valutazione delle proposte avanzate, affiancando però alla valutazione dei piani industriali il dispiegamento delle risorse messe a disposizione dall'accordo di programma, al fine anche di favorire nuove manifestazioni di interesse, in grado di dare una risposta complessiva alle esigenze dei territori coinvolti".
"Siamo convinti dell'assoluta necessità di avviare questo nuovo percorso - prosegue il sindacato nella nota - dato che
quello intrapreso finora non ha dato alcuna risposta". Al tempo stesso, la Cgil ritiene "fondamentale innalzare il livello di mobilitazione delle comunità marchigiane e umbre,
chiedendo al contempo al Governo nazionale e alle Regioni Umbria e Marche di proseguire il confronto, innalzandone il livello, per dare risposte certe e reali ad una delle più grandi vertenze del Centro Italia e del Paese".