Rubriche

Blog

Il PuntoRassegnadosFuori classeRoba da mattiSull'asfaltoCinePressaRendiamoci ContoRadio cracNote a margineChe senso che faUomini e CittàA tutta rete

Multimedia

Speciali



Il punto

Energia: una questione di scelte

   Print  

Le catastrofi, gli eventi terrificanti che sconvolgono la vita delle persone, talvolta hanno il merito – tragico certo – di aiutare a pensare, a fermare un po’ il flusso impetuoso delle nostre vite affrettate...

di Stefano Iucci

illustrazione di Mario Ritarossi per Il Mese (immagini di illustrazione di Mario Ritarossi per Il Mese)
... Successe con Chernobyl, è accaduto ancora con Fukushima. Con un limite, però. Ieri e oggi del nucleare si discutono solo due aspetti: sicurezza e convenienza. Sono due nodi – soprattutto il primo – certo determinanti, ma non gli unici. Scegliere da quale fonte ricavare energia e come produrla implica una serie di opzioni fondamentali su quale tipo di società e quale tipo di democrazia vogliamo.

Non è indifferente, per gli assetti delle comunità umane, ottenere energia dall’atomo, dal sole, dal vento, dal carbone e così via. In celebri battaglie antinucleariste del passato Marco Pannella sosteneva che il ricorso all’energia atomica, con la concentrazione delle centrali in pochi luoghi e l’assoluta necessità di proteggerle, presupponeva una società fortemente gerarchizzata, al limite militarizzata, e con un ruolo fortissimo riservato alle multinazionali. Non sfugge a nessuno che, invece, produrre energia rinnovabile da pannelli solari posti sui tetti delle proprie abitazioni significa pensare a una comunità molecolare, simile a una rete dispiegata attraverso tanti “server” posti sullo stesso livello gerarchico.

Sono distinzioni complesse e sulle quali non tutti concordano; questioni probabilmente non risolvibili una volta per tutte e che producono effetti anche contrastanti a seconda delle situazioni. Difficile, ad esempio, negare che l’abnegazione, il fermo senso di responsabilità con cui i giapponesi stanno reagendo a uno dei peggiori disastri della propria storia è anche il frutto di una società molto strutturata e centralizzata, con precise gerarchie di ruoli e conseguenti obblighi che ciascun membro della comunità contrae con gli altri.

Ma cosa accadrebbe in Italia in una situazione simile? Insomma: quando ragioniamo di energia dobbiamo riflettere bene su come siamo e come vorremmo essere.



Vuoi riprodurre questo articolo? Leggi qui le condizioni.


TAGS democrazia nucleare fukushima energia

18/04/2011 11:24

Leggi i commenti

1
interessante considerazione ma i punti essenziali sono: obiettivo indice di sviluppo, consumi energetici mirati (o bisogni, a seconda dei punti di vista, quindi avere consapevolezza dei propri)e capacità di modulazione + ricerca sempre più spinta su rinnovabili e risparmio energetico. Sui Giapponesi e la loro organizzazione (al di là dell'indubbia disciplina)non si può sottacere l'omertà della TEPCO e, a cascata ed in senso "gerarchico" di tutte le istituzioni!

(ricerca avanzata)

Cerca su Rassegna.it con Google

  • bookmarks

  • segnala




Antispam: inserisci il risulato della somma.


Alcune immagini

illustrazione di Mario Ritarossi per Il Mese

Tsunami democratico

articolo di Gaspare.Serra

Libera corruzione in libero stato

articolo di alfadixit

Crisi: il fondo del fondo

articolo di idelbo

Tutti i contenuti della community

Pubblica i tuoi contenuti su Rassegna.it