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Sud, nemmeno un giovane su tre lavora

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Fotografia impietosa, quella offerta dallo Svimez nel suo rapporto "Le nuove generazioni: frontiera tra opportunità e declino". Nel Mezzogiorno il 25% degli under 34 è disoccupato contro l'11% della media nazionale. Difficile la situazione delle donne

Sud, nemmeno un giovane su tre lavora, Foto Luigi_Viscido (da Flickr) (immagini di Foto Luigi_Viscido (da Flickr))
Nel Mezzogiorno nemmeno un giovane su tre lavora. E se non bastasse, chi ha perso il lavoro durante la crisi degli ultimi anni, nella quasi totalità dei casi, è proprio un giovane. E' il quadro impietoso che emerge dallo studio della Svimez 'Le nuove generazioni: frontiera tra opportunità e declino', curato da Giuseppe Provenzano e pubblicato su 'We Think', la nuova piattaforma composta da ItaliaCamp, Democratica, Farefuturo, Italiafutura, Italianieuropei, Magna Carta, Svimez, Symbola, Civita, Eccom, FederCulture, Fitzcarraldo e Fondazione Rosselli.

Da giugno 2008 a giugno 2010, rivela lo studio riportato dall'agenzia Adnkronos/Labitalia, dei 361mila posti di lavoro persi al Sud, su un totale nazionale di 574mila, ben 344mila hanno coinvolto giovani under 34 (oltre il 95%).

Due le ricette, sottolinea la Svimez, per far fronte all'emergenza: sostenere lo sviluppo dell'innovazione tecnologica nelle aziende e riformare il welfare con ammortizzatori sociali 'su misura' dei singoli, indipendentemente dal settore, dalla dimensione e dalla tipologia delle imprese.

La Svimez, infatti, parla di numeri "impressionanti" con disoccupazione a due cifre e oltre il doppio della media nazionale anche per il 2010: i dati fotografano una situazione in cui al Sud il 25% della popolazione under 34 è senza lavoro, contro una media nazionale dell'11,4%. Anche altri indicatori non lasciano spazio all'ottimismo: rispetto al 2009, nel 2010 il tasso di occupazione è ancora sceso, passando nella fascia 15-34 anni, quella che comprende anche giovani di elevata formazione, dal 33,3% al 31,7%, 25 punti in meno del Centro-Nord.

Tragica, poi, la situazione delle giovani donne, con un tasso di occupazione fermo nel 2010 al 23,3%, che sale al 34% nella fascia 25-34 anni, ma che non regge minimamente il confronto con il Centro-Nord (67,9%). Nella fascia di età 15-34 anni il tasso di inattività, che rappresenta coloro che non cercano lavoro né lavorano, nel 2010 ha raggiunto il 57,7%, quasi 20 punti percentuali in più rispetto al Centro-Nord.

Una generazione, insomma, quella dei giovani meridionali, che rischia di essere perduta, secondo la Svimez. Sono stati 1.162.000 i giovani fra i 25 e i 34 anni inattivi nel 2010. "Un esercito di giovani donne e uomini - avverte - che partecipa a un mondo 'grigio', tra la marginalità sociale, l'attività irregolare nell'economia sommersa e la ricerca estemporanea di lavori saltuari, attraverso canali informali se non di carattere clientelare".

Per affrontare il problema giovani, sostiene la Svimez, da un lato, occorre sostenere le imprese con politiche specifiche dell'innovazione, puntando sulla green economy, new economy, e un rapporto di collaborazione più stretto tra università, centri di ricerca, aziende e mondo del lavoro, per evitare lo spreco di capitale umano. Dall'altro, riformare il welfare. Infatti, circa il 50% della forza lavoro al Sud è priva di ogni tutela sociale, per effetto di un sistema di ammortizzatori, dice la Svimez, "che tutela solamente chi ha già avuto un'occupazione a carattere subordinato, solitamente per un periodo non marginale di tempo, escludendo i dipendenti con storie lavorative frammentate e di breve durata".

Anche perché, si osserva, la maggior parte delle risorse va al Nord: la spesa del welfare pro capite è di 7.200 euro al Centro-Nord e di 5.700 al Sud, con una differenza di 1.500 euro. Uno "Stato del benessere solo per anziani e settentrionali", quindi, rimarca la Svimez.

Di qui l'esigenza, conclude, di "una riforma in grado di potenziare l'offerta di aiuti economici e di servizi diretti ai lavoratori espulsi dal ciclo produttivo, tramite ammortizzatori sociali rivolti ai singoli individui indipendentemente dal settore, dalla dimensione e dalla tipologia di imprese".


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TAGS occupazione giovani mezzogiorno svimez

15/04/2011 11:00

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