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Bce: l'inflazione rallenta la ripresa

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L'allarme dell'Eurotower: nel 2011 l'inflazione nell'area resterà sopra il 2%". I conti peggiorano per colpa dei "rincari delle materie prime energetiche" e mettono a rischio la ripresa. "Senza correzioni, il debito pubblico sarà presto insostenibile"

di rassegna.it

Bce: l'inflazione rallenta la ripresa, foto di etireno (da flickr) (immagini di foto di etireno (da flickr))
Per l'intero 2011 l'inflazione nell'area euro resterà sopra il 2 per cento. E' la previsione della Bce diffusa attraverso il bollettino di aprile. I conti peggiorano per colpa dei "rincari delle materie prime energetiche, più elevati di quanto ipotizzato, e sul protrarsi delle tensioni politica in Nord Africa e Medio Oriente".

Il caro energia rappresenta anche un rischio per la ripresa economica, così come lo sono le spinte protezionistiche e l'impatto del disastro in Giappone. "I rischi al ribasso - spiega la Bce nel bollettino - riguardano le tensioni in atto in alcuni segmenti dei mercati finanziari che si potrebbero propagare all'economia reale dell'area euro".

"Sono altresì connessi - sottolinea la Banca centrale europea - a ulteriori rincari dell'energia, in particolare per effetto delle attuali tensioni geopolitiche, alle spinte protezionistiche e a una possibile correzione disordinata degli squilibri internazionali. Esistono infine - aggiunge - potenziali rischi concernenti l'impatto economico, sull'area euro e altre regioni del mondo, del recente disastro naturale e nucleare che ha colpito il Giappone".

I recenti dati economici confermano infatti "il perdurare della positiva dinamica di fondo dell'attività, a fronte di un livello di incertezza che rimane elevato". Tuttavia "ci si attende che la ripresa dell'attività economica sia in certa misura frenata dal processo di aggiustamento dei bilanci in diversi comparti", sottolinea Francoforte. Comunque le esportazioni dell'area dell'euro, sottolinea l'Eurotower, "dovrebbero essere sostenute dalla ripresa economica in atto a livello mondiale".

Al tempo stesso, dato il grado di fiducia relativamente elevato delle imprese nell'area, 'la domanda interna del settore privato dovrebbe fornire un contributo sempre più consistente alla crescita economica, beneficiando dell'orientamento accomodante della politica monetaria e delle misure adottate per migliorare il funzionamento del sistema finanziario'.

E' allarme, però, per le prospettive del debito pubblico. Senza una correzione del saldo primario di bilancio, il debito pubblico dell'area passerebbe dall'attuale livello inferiore al 100 per cento del Pil a oltre il 140 per cento nel 2029, un livello "insostenibile". La Banca centrale europea ipotizza tre scenari relativi all'evoluzione del debito pubblico da qui al 2031. Gli altri due scenari prevedono una correzione del saldo primario di mezzo punto percentuale e un punto percentuale l'anno .

Nel primo caso ci sarebbe "un constante incremento" del rapporto debito/Pil fino al 2014 e una riduzione "solo graduale" in seguito, ma senza un'inversione di tendenza con chiara traiettoria discendente. Nel secondo caso, con uno sforzo più ambizioso di risanamento pari a un punto percentuale del Pil, il debito scenderebbe di più ma resterebbe "sempre al di sopra del valore di riferimento del 60 per cento del Pil". Le proiezioni della Bce riflettono quelle della Commissione europea, che vedono l'Italia e la Grecia ai vertici del debito pubblico europeo con rispettivamente il 120,2 per cento e il 150,2 per cento del Pil nel 2011, seguite da Irlanda (107 per cento) e Belgio (100,5 per cento).


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TAGS bce ripresa crsi

14/04/2011 11:05

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