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Via libera al processo breve, la Camera salva B.

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Il ddl che consente a Berlusconi di sottrarsi ai processi Mills e Mediatrade è stato approvato nell'Aula della Camera con 314 voti a favore e 296 contrari. Presenti e votanti sono stati 610. Il testo ora torna al Senato. Bersani: "Passo verso l'abisso"

di rassegna.it

silvio berlusconi (immagini di foto di pinco)
Il testo sulla prescrizione breve, che consente a Silvio Berlusconi di sottrarsi ai processi Mills e Mediatrade, è stato approvato nell'Aula della Camera con 314 voti a favore e 296 contrari. Presenti e votanti sono stati 610. La maggioranza non supera quota 314, dunque, sebbene lo stesso Berlusconi avesse parlato di "quota 330" da raggiungere alla Camera. Il testo ora torna al Senato.

'Questo voto ci dice che i numeri ci sono. Non arriviamo a 330? Sempre meglio di niente'. Questo il commento del ministro Umberto Bossi dopo l'approvazione del ddl. Mentre Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, nel corso del suo intervento in Aula ha ammonito: "Non ci faremo processare nelle piazze". "Oggi il governo nella coscienza degli italiani ha compiuto un passo verso l'abisso". Questo, e naturalmente di tutt'altro segno, il commento di Pier Luigi Bersani. Il segretario del Pd aggiunge: "Ora sta a noi far comprendere la vergogna di questo provvedimento, l'assoluto disprezzo del governo verso i problemi veri del paese mentre ha messo il massimo impegno sul processo di Berlusconi. Per me questo rimarrà un marchio indelebile della legislatura".

Il voto suggella due giorni ad alta tensione nel Parlamento, scanditi dall'ostruzionismo dell'opposizione e dal serrate le fila della maggioranza.

LA GIORNATA L'aula della Camera approva l'articolo 3 del disegno di legge sul processo breve con 306 sì e 288 no. Si tratta della norma, introdotta del relatore Maurizio Paniz che riduce i tempi della prescrizione per gli incensurati. È, in sostanza, quella che le opposizioni definiscono la norma salva-premier: si applica ai processi per i quali non è stata pronunciata sentenza di primo grado e non comprende i reati più gravi come mafia, terrorismo, estorsione.

"Berlusconi doveva scegliere tra San Vittore e Montecitorio, ha scelto Montecitorio": così il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, durante le dichiarazioni finali prima del voto, aggiungendo che la legge è incostituzionale perché è stata aggiunta una norma transitoria sul processo Mills. "Egli (Berlusconi, ndr) sa che sta usando il provvedimento per se stesso, questa maggioranza si vende per un piatto di maccheroni". Benedetto Della Vedova (Fli) giudica il "umiliato": "Avete l'unico obiettivo - dice guardando ai seggi del Pdl - di garantire la prescrizione di qualche processo", siete "garantisti con i delinquenti e 'manettari' con i poveracci". 

Per Arturo Iannaccone (dei cosiddetti Responsabili), "in questi anni la sinistra ha ritenuto di delegare il suo ruolo di opposizione alle procure militanti, in particolare quella di Milano. Questo conflitto tra una parte della magistratura e della politica deve cessare", più volte "hanno tentato di ribaltare il giudizio delle urne". Secondo Pier Ferdiando Casini, "il giudizio lo daranno gli italiani", la maggioranza "insegue leggi ad personam per il presidente del Consiglio, paralizzando il Parlamento". Dopo vent'anni "siamo tornati al tribunale di Milano, quando le telecamere di Mediaset erano impegnate a magnificare" la magistratura. Ma "questa legge non reggerà alle verifiche istituzionali".

Il processo breve è una "vergogna", anzi è una "doppia vergogna che si facciano leggi così e che si facciano solo leggi così. Perché non si riesce a pensare ad altro". Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani a margine di una conferenza stampa: "Noi stiamo combattendo contro questa vergogna. Noi vogliamo stare a fianco della gente dell'Aquila, delle vittime dell'incidente di Viareggio, e vogliamo pensare all'Italia e non a Berlusconi e ai suoi problemi". Il leader leghista Umberto Bossi dà per scontato il via libera dell'aula: "Passa, passa. Il governo ha i numeri". E il dibattito esce anche dal palazzo. Il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, invita a una maggiore serenità: "Al di sopra di tutto ci deve essere il desiderio e la meta concreta del bene comune, che è fatto di tanti aspetti che devono essere affrontati in un clima di maggiore serenità altrimenti non si arriva da nessuna parte".

Esplosioni di rabbia a piazza Montecitorio al sit-in organizzato dal Popolo Viola e dalle vittime delle stragi colpose, da Viareggio a l'Aquila, contro la prescrizione breve. "È l'ora di cacciare il presidente", recita un cartello esposto dai manifestanti, mentre si alternano cori di sdegno rivolti alla sede del parlamento: "vergogna, fate schifo..". "Noi stiamo con le vittime e non con i carnefici - dice al megafono Gianfranco Mascia dei Viola - mentre nel Parlamento la maggioranza se vuole portare avanti questa prescrizione breve sta con i carnefici". In piazza anche bandiere dell'Idv, di Futuro e Libertà, del Pd, e diversi tricolori. Accuse sono state rivolte a Daniela Santanchè che entrava alla Camera.

Arriva anche il commento dell'Anm, il sindacato delle toghe. "Il problema - afferma il presidente Luca Palamara - è che ci siano effetti che si riverberano sulla collettività. A rimetterci saranno le vittime dei reati: chi ha subito una truffa, una violenza sessuale, i famigliari delle vittime delle stragi e dei terremoti". Secondo il presidente dell'Anm, dall'altro lato, "il messaggio che si dà è un messaggio di impunità perché far passare questa norma significa accorciare il tempo entro il quale accertare un reato, l'eventuale responsabilità o l'innocenza, e quindi - ha concluso - mandare un messaggio che se si delinque si può farla franca".

In mattinata, dopo la lettura del processo verbale, è intervenuto il democratico Roberto Giachetti, per criticare il presidente della Camera Gianfranco Fini per le sue recenti decisioni sull'andamento dei lavori. "Da quando la Lega e il Pdl l'hanno criticata, lei si è comportato come il peggiore presidente" ha attaccato Giachetti.

Immediata la difesa di Fini da parte del leader Udc Pierferdinando Casini: "Sono allibito di fronte all'intervento di Giachetti. Lei presiede impeccabilmente, mentre ciascuno la vuole tirare dalla propria parte. Il suo intervento, Giachetti, è completamente fuori luogo perché dimostra una concezione del parlamento per cui il presidente si difende solo se fa ciò che ci fa comodo, mentre il presidente deve essere terzo".

Ieri sera la vicepresidente di turno, Rosy Bindi, aveva scelto di consentire interventi di 15 secondi ai deputati di opposizione. Secondo la maggioranza questa scelta ha di fatto "annullato il contingentamento dei tempi" previsti per la discussione. L'atmosfera si è dunque arroventata in Aula. A prendere la parola contro Bindi, al termine della seduta di ieri notte, sono stati i capigruppo della Lega, Marco Reguzzoni, e del Pdl, Fabrizio Cicchitto. "Lei - ha detto Reguzzoni rivolgendosi a Bindi - oggi ha violato il regolamento e questo non può e non deve costituire in alcun modo un precedente". "Sia agli atti - ha rincarato Cicchitto - che si è assunta la responsabilità di una violazione gravissima del regolamento".

Le critiche alla vicepresidente Bindi sono state accompagnate dal grido 'Vergogna' lanciato dalla maggioranza alla volta della vicepresidente, che si difesa sottolineando di essere "molto serena per la mia scelta, che per altro non ho fatto da sola". E' stata una decisione "presa anche con il presidente della Camera, assunta a tutela del Parlamento e spero che un giorno qualcuno faccia riferimento a questo precedente".

Quasi un'ora di conferenza dei Capigruppo, questa mattina a Montecitorio, hanno invece sancito due principi, almeno secondo la maggioranza: primo, che i tempi per gli interventi sul processo breve sono, secondo Reguzzoni, "ampiamente terminati", visto che "l'opposizione ha usato 16 ore pur avendone a disposizione solo 8" e, secondo, che quanto avvenuto ieri notte in Aula "non crea precedente" e quindi, secondo il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto, "il contingentamento, l'unico principio che tutela al pari opposizione e maggioranza è stato ripristinato".



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TAGS processo breve

13/04/2011 20:42

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