Il presidente della Repubblica incontra l'Anm e fissa i paletti per le riforme: "Si facciano nel solco della Costituzione, l'autonomia dei magistrati è inderogabile". Palamara: "La magistratura non vuole essere trascinata sul terreno dello scontro"
Il governo rispetti la divisione dei poteri e si muova all'interno del solco della Costituzione. Sono questi i tassativi paletti fissati oggi da Giorgio Napolitano in un incontro con i rappresentanti dell'Associazione nazionale dei magistrati per quanto riguarda la riforma della giustizia voluta con forza dal governo Berlusconi.
Nel corso dell'incontro, questa mattina al Quirinale, il presidente Napolitano, nell'auspicare un più sereno clima istituzionale, ha infatti ribadito il convincimento che l'autonomia e l'indipendenza della magistratura costituiscono principi inderogabili in rapporto a quella divisione tra i poteri che è parte essenziale dello Stato di diritto.
Il Capo dello Stato ha quindi espresso la convinzione che l'apertura di un confronto su proposte di modifica del Titolo IV della Costituzione possa costituire terreno di impegno per tutte le forze politiche e culturali e in particolare per tutte le componenti del mondo della giustizia: ferma restando la necessità che un tale confronto avvenga senza pregiudiziali e con la massima disponibilità all'ascolto e alla considerazione delle diverse impostazioni e proposte.
In termini più generali, Napolitano ha riaffermato la legittimità di interventi di revisione di norme della Seconda Parte della Costituzione che possano condurre a una rimodulazione degli equilibri tra le istituzioni quali furono disegnati nella Carta del 1948: "rimodulazione che in tanto può risultare convincente in quanto comunque rispettosa della distinzione tra i poteri e delle funzioni di garanzia". Nel richiamare le regole fissate nell'articolo 138 della Carta, il Presidente della Repubblica ha infine sottolineato come esse siano ispirate al principio della ricerca di un'ampia condivisione, che deve comprendere anche la definizione di puntuali orientamenti per le leggi ordinarie attuative della riforma costituzionale.
L'Associazione nazionale magistrati aveva espresso "forte preoccupazione per il clima di manifestazioni di piazza di fronte ai tribunali o nelle aule di giustizia". Lo ha spiegato il presidente, Luca Palamara, al termine del colloquio con Giorgio Napolitano. Si tratta di un clima, ha rilevato il leader della magistratura associata, "che rischia di minare la serenità e l'equilibrio dei giudici che devono decidere di importanti controversie".
L'allarme che l'Anm ha espresso al capo dello Stato, però, non è limitato alla sola riforma costituzionale della giustizia."Motivi di preoccupazione" sono stati manifestati anche "sui non meno insidiosi progetti di legge ordinaria sulla responsabilità civile e sulla prescrizione breve", ha riferito Palamara. E a proposito della responsabilità civile il leader dell'Anm ha voluto smentire l'affermazione che viene posta alla base della riforma: "Non è vero che se il magistrato sbaglia non paga". Al capo dello Stato il sindacato delle toghe ha anche ribadito quali sono le riforme che servono per far funzionare la giustizia: revisione della geografia giudiziaria, informatizzazione degli uffici giudiziari e risorse.
"La magistratura non vuole essere trascinata sul terreno dello scontro. Stiamo seguendo un percorso istituzionale presentando le nostre posizioni ai principali organi istituzionali. E per le nostre decisioni ci sono sedi prestabilite, cioè il Comitato direttivo centrale a cui riferiremo l'esito degli incontri", ha concluso Palamara sull'ipotesi di uno sciopero delle toghe.