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L'Aquila, più macerie che speranze

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Il capoluogo abruzzese si prepara al secondo anniversario del sisma che causò la morte di 308 persone. La situazione resta drammatica: città fantasma, centro storico chiuso, disoccupazione altissima e un concreto rischio di spopolamento

di rassegna.it

L'Aquila, più macerie che speranza (foto di Max Vario, da flickr) (immagini di Max Vario)
L'Aquila due anni dopo. Le macerie restano dov'erano, il centro storico è chiuso, la situazione lavorativa continua a peggiorare, non c'è traccia di un piano economico di rilancio e anche la speranza vacilla. "Ci diamo ancora un po' di tempo, ma se continua così il destino dell'Aquila è segnato", dice all'Adnkronos Alessio Di Giannantonio, responsabile Comunicazione del Comitato 3.32, movimento nato pochi giorni dopo il terremoto del 6 aprile 2009, e da allora impegnato, anche attraverso manifestazioni di protesta, per la ricostruzione della città.

"La protesta del 'popolo delle carriole' di un anno fa che chiedeva la rimozione e il riciclo delle macerie è rimasta inascoltata - afferma Di Giannantonio - Dopo una prima parvenza, dopo le manifestazioni di piazza, di avvio dei lavori di rimozione, ad oggi i risultati 'stanno a zero'. Allora, quando in giro si vedeva qualche camion, si stimava che con quei ritmi sarebbero serviti 40 anni per sgombrare il centro storico, ora che e' tutto rallentato se non fermo, quanto anni ancora ci vorranno?", si chiede.

Quanto poi al fronte economico e lavorativo, il comitato 3.32 parla di una "situazione drammatica". "Non c'è stato alcun piano di rilancio economico - afferma ancora Di Giannantonio - non ci sono incentivi di nessun tipo, di zone franche non se ne parla neanche e disoccupazione e cassaintegrazione hanno raggiunto livelli preoccupanti".

Ma anche gli industriali locali su questo versante sono molto chiari. Secondo quanto spiega a LABITALIA Antonio Cappelli, direttore di Confindustria Aquila, "c'è un costante abbassamento della forza lavoro e la disoccupazione continua ad avanzare nonostante ci siano dei timidi segnali di ripresa dell'economia registrati dalla Camera di commercio".

E la situazione non migliora sul versante del commercio e del piccolo artigianato. "Il tessuto produttivo - dice ancora Cappelli - per quanto riguarda l'industria si è riavviato, mantendendo i problemi che aveva prima del terremoto e che da questo sono stati acuiti (Confindustria stima in 100 milioni di euro i danni subiti dalle grandi imprese, ndr). Non è ripartito però il commercio e il piccolo artigianato che era presente soprattutto nel centro storico de L'Aquila. Si tratta di più di 800 attività economiche che sono ferme - spiega ancora il direttore degli industriali aquilani - e il fatto che non riprenda la ricostruzione del centro storico blocca anche la ripresa delle piccole imprese. Questo anche perché gli spazi in periferia sono finiti, e i piccoli locali sono stati affittati a cifre spropositate". Ma "se non riparte il centro storico non si va da nessuna parte", avverte Cappelli.

E nel centro storico sono stati soprattutto gli artigiani ad essere colpiti duramente dal sisma. Spiega ancora a LABITALIA Agostino Del Re, direttore della Cna de L'Aquila: "Per quanto riguarda gli artigiani il 50% delle attività esistenti prima del sisma non ha ripreso, e quindi mancano all'appello 700-800 aziende. E questo per mancanza di spazi in cui riavviare l'attività e anche per l'assenza di supporto economico. Noi non chiediamo assistenzialismo - sottolinea - ma gli unici contributi sono stati gli 800 euro assegnati per i primi tre mesi".

Al momento dunque L'Aquila resta una città 'fantasma', 'abitata' sempre più da disoccupati e cassaintegrati, a forte rischio spopolamento. E dimenticata dalle istituzioni. Questo è almeno l'allarme che lancia il segretario generale della locale Camera della Lavoro della Cgil, Umberto Trasatti, in un'intervista a LABITALIA. "Stiamo vivendo una situazione di grande difficoltà - racconta il dirigente sindacale - i dati sull'occupazione e sugli ammortizzatori sociali non sono migliorati rispetto ai mesi scorsi, ma piuttosto sono andati a peggiorare. Non sono arrivati da parte del governo gli interventi che era necessario approntare".

E che avrebbero potuto evitare, secondo il dirigente sindacale, il 'boom' della cassa integrazione che sta colpendo il territorio aquilano. "I dati dell'Inps sulla cassa integrazione per il 1° bimestre 2011 - spiega - dicono che, rispetto allo stesso bimestre 2010, quando la crisi si era già manifestata, nell'industria si registra un incremento del 482% della cassa ordinaria, del 2.480% per la cassa integrazione in deroga, in cui siamo passati dalle 46.000 ore nel 1° bimestre 2010 a oltre 1 milione e 200mila ore nel 1° bimestre nel 2011". Una situazione 'esplosiva' quindi, che il sindacato ha più volte denunciato. L'Aquila "è una città a rischio concreto di spopolamento".

Intanto, la procura de L'Aquila ha pressoché concluso il corposo lavoro di indagine sulle responsabilità dei crolli di edifici pubblici e privati che hanno causato la morte di 308 persone. Una maxi-inchiesta che ha portato all'apertura di circa 220 fascicoli, di cui però solo quindici, tra cui quello relativo alla Casa dello Studente, andranno a processo. Tutti gli altri casi sono stati archiviati o sono in via di archiviazione perché le indagini hanno stabilito che la case sono crollate per la vetustà e la violenza del terremoto o perché gli indagati identificati dai 30 consulenti messi in campo dal Procuratore capo, Alfredo Rossini e dal sostituto procuratore, Fabio Picuti, sono morti nel corso degli anni.

E alla vigilia del secondo anniversario del terremoto del 6 aprile 2009, oggi, lunedì 4 aprile, la Federazione nazionale della stampa ha lanciato il suo appello: "L'informazione deve tornare, guardare i fatti, non affidarsi alla propaganda perché la gente è stufa della propaganda". Invece, denuncia la Fnsi, "c'è chi ha cercato di nascondere la realtà, come dimostra il recente documento del Cdr del Tg1. Bisogna evitare che queste macerie siano un set mediatico".



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TAGS l'aquila abruzzo terremoto l'aquila terremoto in abruzzo

04/04/2011 18:42

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1
il Presidente dell'O d G, Pallotta, è in L'Aquila ma, non sente il bisogno di chiedere scusa agli Aquilani, per aver steso tappeti rossi alle balle del recordman dell'n annuncio, rimanente tale! ha omesso perfino di censurare il comportamento delle veline del nostro surreale premier e si permette di di darci lezioni e consigli di comportamento del buon cittadino volenteroso...a quando una vostra timida critica?

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