Possibile che nessun governo, né centro-destra, né di centro-sinistra, sia stato in grado di fare una legge che imponesse l'obbligo dell'insegnamento della sicurezza sul lavoro? E il governo ha svuotato il testo unico
Il 9 Aprile del 2008 è stato firmato il Dlgs 81/08 (Testo unico per la sicurezza sul lavoro), una legge innovativa sul tema della sicurezza sul lavoro, che anche se conteneva alcuni punti negativi, aveva molte novità positive, tanto per cominciare sanzioni e pene più elevate rispetto al Dlgs 626/94, più formazione per i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (con corsi di aggiornamento annuali da 4 a 8 ore a seconda della grandezza delle aziende), Rls di sito produttivo, questo per citarne alcune.
Purtroppo il forte limite di questo Dlgs, era che per essere completamente attuato, dovevano essere emanati i 38 decreti attuativi, cosa che l'allora Governo Prodi non ha potuto fare, dato che il Dlgs 81/08 è stato approvato con il Governo Prodi dimissionario, e che subito dopo è subentrato il Governo Berlusconi.
Che oltre a non emanare neanche uno dei 38 decreti attuativi, necessari al Dlgs 81/08 per funzionare, è riuscito nell'impresa di stravolgerlo, con il Dlgs 106 del 3 Agosto 2009, di cui pochi parlano, ma che invece è una vera e propria controriforma della sicurezza sul lavoro.
Non voglio addentrarmi in tutte le modifiche peggiorative del Dlgs 106/09, anche perché ci vorrebbe un sacco di spazio per parlarne, però alcune cose le voglio dire.
Tanto per cominciare, questo è un decreto di ben 149 articoli e 240 pagine: alla faccia del decreto correttivo!!! Il Dlgs 106/09 ha riscritto quasi mezzo testo unico per la sicurezza sul lavoro, dimezzando molte sanzioni ai datori di lavoro, dirigenti preposti, e in diversi casi ha sostituito l'arresto con l'ammenda.
Vogliamo parlare anche della salvamanager, che sembrava fosse sparita dal Dlgs 106/09?! Invece, come si suol dire, è "uscita dalla porta, per rientrare dalla finestra".
Inoltre, c'è la proroga di 90 giorni per fare la valutazione dei rischi (DVR) nelle nuove imprese. Pensate un po' voi, se ad esempio, ad una nuova impresa, che costruisce fuochi di artificio, quindi un'azienda a forte rischio, si può concedere il lusso di fare il DVR, dopo ben 90 giorni.
Allora, insieme all'Ing Marco Spezia, ad Ottobre 2009, abbiamo fatto una denuncia, sia alla Commissione Europea, che al Parlamento Europeo, sulle difformità di alcuni articoli del Dlgs 106/09, rispetto alla direttive europee.
Il testo di questa denuncia lo potete trovare
al seguente link:
Dopo 13 mesi la Commissione Europea ha risposto, che ha intenzione di aprire una procedura d'infrazione contro l'Italia, per violazione di alcuni punti della Direttiva 89/391/CEE:
1)Deresponsabilizzazione del datore di lavoro (articolo 5 direttiva)
2)Posticipazione dell'obbligo di valutazione del rischio di stress legato al lavoro (articolo 6, paragrafo 3, punto a).
3)Proroga dei termini impartiti per la redazione del documento di valutazione dei rischi per una nuova impresa o per modifiche sostanziali apportate ad un impresa esistente (articolo 9, paragrafo 1, punto a).
4)Proroga dell'applicazione del decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 nei riguardi delle cooperative sociali e delle organizzazioni di volontariato della protezione civile.
5)Proroga dell'applicazione delle disposizioni italiane relative alla prevenzione incendi nelle
stratture ricettive turistico-alberghiere con più di 25 posti letto.
Questo verrà deciso, a breve, dal collegio della Commissione Europea.
Ogni giorno, in Italia, 3-4 lavoratori non fanno ritorno alle loro famiglie, perché sono morti, perché nelle loro aziende non si applicavano neanche le minime norme di sicurezza, e non per un incidente sul lavoro, e non per una tragica fatalità.
Queste non sono "morti bianche", come molti mezzi d'informazione, politici le chiamano, ma sono dei veri e propri omicidi sul lavoro.
Negli anni 60 le chiamavano così, ora le chiamano "morti bianche", un eufemismo che andrebbe abolito, perché è un insulto ai familiari e alle vittime del lavoro, che voglio ricordare, nel 2010 sono state 1080 (secondo l'Osservatorio indipendente di Bologna sulle morti sul lavoro) e non 980 come dicono i dati Inail, che sono dati fortemente sottostimati. Le chiamano "morti bianche", perché l'aggettivo bianco, allude all'assenza di una mano direttamente responsabile dell'accaduto, invece la mano responsabile c'è sempre, più di una!!!
Inoltre, anche i dati sugli infortuni sul lavoro sono fortemente sottostimati, dato che almeno 200 mila infortuni non vengono denunciati, perché fatti passare come malattia, perché molti lavoratori sono precari o in "grigio" e hanno paura di ritorsioni, come ad esempio perdere il posto di lavoro. La prima cosa da fare per far calare gli infortuni e le morti sul lavoro, va nella direzione sicuramente opposta di quella intrapresa dal Governo Berlusconi con il Dlgs 106/09, cioè bisognerebbe iniziare ad insegnare la sicurezza sul lavoro, fin dalle scuole elementari, come si fa in Francia, perché non c'è lo dimentichiamo mai, gli studenti di oggi, sarano i lavoratori e i datori di lavoro di domani.
Perché altrimenti, è inutile continuare a parlare di mancanza di cultura della sicurezza sul lavoro, sia nei lavoratori, che nei datori di lavoro, quando poi rimangono solo parole vuote, perché non si fanno i fatti.
Possibile che nessun governo, né centro-destra, né di centro-sinistra, sia stato in grado di fare una legge che imponesse l'obbligo dell'insegnamento della sicurezza sul lavoro?! Le sanzioni ai datori di lavoro, dirigenti e preposti, vanno ripristinate, perché sono l'unico deterrente di cui hanno paura i datori di lavoro. Poi come si pensa di far rispettare la sicurezza sul lavoro nelle aziende, quando i tecnici della prevenzione Asl, cioè l'organo deputato ai controlli per la sicurezza sul lavoro, ha un personale ispettivo ridotto all'osso , cioè, circa 1850 tecnici, a fronte di 6 milioni di aziende da controllare?!
Nel 1978 è stata varata la Legge di riforma del sistema sanitario nazionale (legge 833), e dal 1980, quindi da ben 30 anni, i compiti di vigilanza, in materia di prevenzione, igiene e controllo sullo stato della salute dei lavoratori sono di competenza delle Unità Sanitarie Locali (adesso Asl, cioè Aziende Sanitarie Locali), che effettuano tali controlli con i loro tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro (DM Sanità 58/97), che svolgono la sua funzione sia in ambito pubblico (nei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL appunto), che privato, e per il cui esercizio è prevista la relativa Laurea attivata presso le facoltà di Medicina delle Università.
Sei tali controlli, 30 anni sono stati spostati dal Ministero del Lavoro alle Asl, ci sarà un motivo, non credete? Inoltre, vorrei che si facesse chiarezza una volta per tutte, perché tutte le volte che muore o si infortuna un lavoratore in un cantiere, sento parlare di aumentare gli ispettori del lavoro, in modo da aumentare i controlli per la sicurezza sul lavoro. Non vi è alcuna norma di legge che attribuisca "..competenza generale agli organi ispettivi del Min Lav, per i rischi che si verificano nei settori edili e di cantieristica"; vero è invece il contrario, e cioè il subordine degli interventi delle DPL (Direzioni Provinciali del Lavoro), visto che per legge devono essere pre-avvisate la ASL territorialmente competenti di un loro intervento in cantiere (art. 1 comma 2 DPCM del 14 Ottobre 1997, decreto che definisce gli ambiti di "doppia" vigilanza delle DPL ai soli cantieri ed ai lavori subacquei/aria compressa).
Il Governo Berlusconi, piuttosto, dovrebbe smetterla di fare spot, dal titolo "Sicurezza sul lavoro, la pretende chi si vuole bene":
http://www.youtube.com/watch?v=jhG-24zxI8U
Spot, che colpevolizzano i lavoratori stessi, come se i lavoratori non si volessero bene, ecco perché si infortunano, rimangono invalidi o peggio muoiono.
Finalmente qualcuno ha fatto un "contro spot":
http://www.youtube.com/watch?v=RQBiZIuhQ8M
Io spero che questo contro spot venga trasmesso dalle emittenti televisive, soprattutto per ridare dignità a quei poveri ragazzi morti per negligenza dei datori di lavoro, e la maggior parte delle volte sistemi di sicurezza inesistenti.
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Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze