La presidente Pd chiede all'opposizione un cambio di strategia: "Mai più una qualsiasi forma di collaborazione con la maggioranza". "Abbandonare l'aula può essere un segnale chiaro". Intanto, nuova manifestazione del Popolo Viola fuori dalla Camera
Rosy Bindi insiste: in questa situazione, la non partecipazione ai lavori parlamentari può essere "più chiara, più diretta di una partecipazione che non incide e spesso si rivela inutile". La presidente del Pd, che ieri sulla questione aveva avuto un
aspro scambio di battute con Massimo D'Alema, torna a ribadirlo oggi, in un'intervista a Repubblica, nella quale si dice convinta che non si possa "rispondere con mezzi ordinari a una situazione straordinaria'.
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Mai più una qualsiasi forma di collaborazione con la maggioranza", dice Bindi, "mai più una settimana tranquilla in Parlamento". Secondo la deputata democratica anche l'astensione del Pd sul federalismo regionale. "è stata un errore grave, un lusso che non possiamo permetterci". Dunque, "basta concessioni a Berlusconi, altrimenti non comunichiamo alla gente la nostra battaglia contro il premier".
"La dittatura della maggioranza merita una risposta forte", prosegue Bindi. "Abbiamo bisogno di organizzare scientificamente la vita parlamentare e le iniziative nel Paese.
Se non facciamo niente di nuovo, un gesto di rottura contro l'imperatore, anche il processo breve sarà presto derubricato, metabolizzato, dimenticato, come è successo per altri provvedimenti vergognosi".
Intanto, una nuova manifestazione di protesta contro la prescrizione abbrevviata contenuta nella proposta di legge di maggioranza sul processo breve è stata organizzata questa mattina a partire dalle 10, in concomitanza con la ripresa dell'esame del provveimento da parte dell'assemblea di Montecitorio, da alcuni militanti del Popolo Viola. "
Saremo davanti a Montecitorio in una mobilitazione permanente fino a quando il decreto legge sulla prescrizione breve sarà alla Camera dei Deputati - si legge nel blog di Gianfranco Mascia, uno degli animatori del movimento Viola - Poi ci sposteremo al Senato".
E sempre in mattinata il presidente della Camera Fini ha convocato la riunione dell'ufficio di Presidenza per una
prima valutazione, insieme ai questori, sulla
bagarre nell'aula e in piazza a Montecitorio dopo il blitz con cui la maggioranza ha cambiato l'ordine dei lavori parlamentari per dare precedenza assoluta al processo breve, che accorcia la prescrizione agli incensurati (e favorisce dunque Berlusconi nel processo Mills). Non sono bastate dunque le scuse arrivate ieri in serata da La Russa a Fini,
dopo il 'vaffa' indirizzatgli in aula, a chiudere il caso: "Una questione istituzionale, non personale", ha detto il Presidente della Camera.