Nel 2011 Pil cinese al 9,6 per cento. Le crisi in Giappone e Nord Africa peseranno sulle economie domestiche, non su quella mondiale: invariate le previsioni della ricchezza globale al 4,4 per cento. Lieve calo per gli Stati Uniti. Italia all'1,1
Il disastro in Giappone e le rivoluzioni in Nord Africa e Medio Oriente peseranno sulle economie domestiche, ma la crescita mondiale non dovrebbe risentirne troppo. Confermato il ruolo trainante della Cina, un po' meno quello dell'India. È quanto afferma, in estrema sintesi, il Fondo monetario internazionale (Fmi) nell'ultima bozza del
World economic outlook anticipata oggi, 30 marzo, dall'
Ansa. Quanto all'Italia, la stima del Pil per quest'anno cresce di 0,1 punti (sale all'1,1 per cento). Restano invece ferme all'1,3 le previsioni per il prossimo. Le ultime cifre del governo sono leggermente più alte: 1,3 quest'anno, 2 il prossimo.
In generale,
il Fondo ha tenuto invariate al 4,4% le stime di crescita mondiale per l'anno in corso. Ridotte di poco, invece, quelle per l'economie avanzate, dove il Pil salirà del 2,4 (-0,1 sulle stime di gennaio). Per i paesi più ricchi è atteso comunque un miglioramento di un decimo di punto nel 2012 rispetto alle stime precedenti, con un rialzo del 2,6 per cento. La sforbiciata tocca soprattutto
i paesi arabi in rivolta. Secondo le aspettative, la crescita in quell'area del mondo sarà del 4,4, due decimi in meno sulla stima di gennaio. E l'anno prossimo si ridimensionerà di altri 0,4 punti sulle precedenti previsioni. Ma questi calcoli non conteggiano la Libia, dove la situazione politica è troppo incerta per azzardare previsioni attendibili.
Anche la catastrofe del
terremoto in Giappone si farà sentire: il fondo ha rivisto al ribasso di 0,2 punti le stime di Tokyo per quest'anno, portandole all'1,4. Migliorano, invece, le prospettive per il 2012: la stima sale di 0,3 punti e si assesta al 2,1 per cento. Scendono leggermente gli Stati Uniti, trend inverso per la zona euro. La Cina si conferma il vero traino della ripresa internazionale: la crescita di Pechino per i prossimi due anni sarà del 9,6 e del 9,5 per cento. Limata leggermente al ribasso la previsione per India, che resta comunque alta: 8,2 per cento quest'anno, 7,8 il prossimo.