La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, con sentenza definitiva, scagiona lo Stato italiano: "Nessuna responsabilità nella morte del ragazzo". E' la revisione del primo processo, avviato nel 2002 e concluso con un'altra assoluzione nel 2009
La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, con sentenza definitiva, ha assolto l'Italia dalle accuse di avere delle responsabilità nella morte di Carlo Giuliani, avvenuta durante gli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine nel corso del G8 di Genova.
La decisione sulla morte del ragazzo in piazza Alimonda nel luglio del 2001 è stata presa a maggioranza dai giudici della Grande Camera. Si tratta della revisione del primo processo, avviato nel 2002 dai familiari e concluso nel 2009 con l'assoluzione dello Stato Italiano dalle accuse di torture e violenze contro i dimostranti e l'assoluzione di Mario Placanica, il carabiniere che sparò il colpo mortale per Carlo Giuliani.
Quella sentenza, però, lasciava un'ombra sulle fasi successive della vicenda con una inchiesta non sufficientemente approfondita su quanto avvenuto, da parte delle autorità italiane. Per questo motivo, oltre ai familiari di Giuliani, anche lo Stato Italiano ha chiesto la revisione, una sorta di Appello.
Secondo i genitori di Carlo Giuliani, furono le forze dell'ordine a mettere in atto un "uso eccessivo della forza" e a causare la morte di Carlo. Nessuno dei carabinieri, affermano, soccorse il giovane, colpito dal fuoco di Mario Placanica, e, anzi, la camionetta dell'Arma passò sopra il suo corpo. Nel ricorso alla Corte i Giuliani lamentano anche che non fu fatta l'autopsia sul cadavere del figlio e che non vi è mai stata un'inchiesta approfondita sull'accaduto.
La Corte diede parzialmente ragione ai Giuliani in primo grado, individuando solo alcune lacune nell'indagine sulla morte di Carlo, e assolse Placanica, rivendicando per lui la legittima difesa. La famiglia Giuliani, a quel punto, ricorse alla Grande Chambre. Oggi una sentenza definitiva ha scagionato l'Italia.