Un lavoratore congolese di 24 anni, rifugiato politico in Italia, preso a pugni da quattro uomini dopo un diverbio in fabbrica. La Cgil locale: "Episodio vergognoso"
Un 24enne congolese, rifugiato politico in Italia dal 2006 e residente a Monza, lunedì 7 marzo è stato aggredito e picchiato da quattro uomini all’esterno dell’azienda metalmeccanica di Cernusco sul Naviglio nella quale lavora, in quella che la Cgil locale definisce una "vergognosa aggressione razzista". La Camera del lavoro di Monza e Brianza, oggi (11 marzo) ha ricostruito la dinamica dell'episodio in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato, insieme al lavoratore coinvolto, anche Maurizio Laini, segretario generale Cgil Monza e Brianza, e Luciana Spagnoli, dell'ufficio migranti.
L'origine del diverbio tra il giovane e alcuni suoi colleghi, riferisce il sindacato, risalirebbe a sabato scorso, quando il congolese è stato accusato in fabbrica di avere sporcato il pavimento: ne è nato un litigio durante il quale l'africano racconta di essere stato aggredito con sputi ed espressioni come "sporco negro; voi negri puzzate; venite dalla foresta". Poi, lunedì mattina la violenza fisica: due macchine l'hanno bloccato e dalle auto sono scese quattro persone che lo hanno colpito con pugni al volto e alla testa. In ospedale non è stata riscontrata alcuna frattura, ma un trauma contusivo e un profondo stato di choc. Il ragazzo ha sporto denuncia presso il Commissariato di Monza ed è stato nominato un avvocato di fiducia a sua tutela.
"La componente razzista presente in questa vicenda è evidente – spiega Laini –, ma non possiamo fare generalizzazioni. Di certo siamo di fronte a un fatto grave, che non può essere considerato un semplice conflitto tra lavoratori. Dobbiamo interrogarci di fronte ad atti di violenza come questo, perché, pur senza voler fare strumentalizzazioni, sono segnali di un clima di intolleranza e xenofobia davvero preoccupante che, come Cgil, abbiamo sempre combattuto e continueremo a combattere".