La Banca centrale europea prevede per il 2011 un pil in crescita dell'1,3-2,1% e per il 2012 dello 0,8-2,8% dopo +1,7% nel 2010. Si teme però l'effetto petrolio sui prezzi e per questo è probabile un aumento dei tassi nei prossimi mesi
La ripresa economica nell'area dell'euro è in corso e "in prospettiva si prevede che continui,
trainata sempre più dalla domanda interna, anziché dalle esportazioni". A sottolinearlo, nel bollettino mensile di marzo, è la Bce che prevede per il 2011 un pil in crescita dell'1,3-2,1% e per il 2012 dello 0,8-2,8% dopo +1,7% nel 2010.
Tuttavia, l'Eurotower avverte che la ripresa in atto potrebbe essere frenata dal risanamento dei conti pubblici negli
stati membri. "Ci si attende che la ripresa dell'attività - si legge nel bollettino della Banca centrale - sia in certa misura frenata dal processo di aggiustamento dei bilanci in diversi comparti".
L'altro campanello d'allarme è quello dell'inflazione. Nell'area euro si assiste ad un "aumento dell'inflazione, ampiamente riconducibile al
rincaro delle materie prime", scrive la Bce nel bollettino, per poi aggiungere che "i rischi per le prospettive dei prezzi sono orientati verso l'alto" ed è necessario "un atteggiamento molto vigile" per contenere questi rischi. Quest'ultimo passaggio sulla necessità di un "atteggiamento molto vigile", lascia pensare ad un
probabile rialzo dei tassi di interesse già nel mese di aprile.
Sul versante dell'occupazione la Bce segnala invece che grazie alla ripresa economica e della domanda "il mercato del lavoro dell'area euro ha evidenziato segnali di un graduale miglioramento durante il 2010". "Gli indicatori - aggiunge la banca - segnalano un proseguimento di tale miglioramento agli inizi del 2011". Tuttavia durante la recessione
la disoccupazione media era aumentata notevolmente e "da allora rimasto sostanzialmente stabile, collocandosi al 10 per cento a dicembre per poi scendere leggermente al 9,9 per cento a gennaio".