In Lombardia la crisi economica non è ancora passata. A febbraio 2011, il ricorso agli ammortizzatori sociali nel settore metalmeccanico è aumentato di quasi 770mila ore rispetto a gennaio 2011. In un mese si è passati da oltre 6 milioni e 750mila a più di 7 milioni e 500mila ore di cassa integrazione con una crescita dell’11 per cento. E’ quel che emerge dal report mensile realizzato dalla Fiom Cgil Lombardia (elaborato sulla base dei dati Inps).
Secondo i dati resi noti dal sindacato, l’aumento del ricorso agli ammortizzatori non riguarda soltanto il settore metalmeccanico, ma anche gli altri comparti lombardi (tra i quali tessile, chimico, dei trasporti, etc.) dove complessivamente le ore sono passate da quasi 13 milioni (a gennaio 2011) a oltre 17 milioni (a febbraio 2011) con una crescita del 32 per cento. Il settore metalmeccanico resta comunque il più colpito dalla crisi con il 44% delle ore di cassa integrazione totali.
A febbraio 2011 è rimasto alto il ricorso alla cassa straordinaria che, per quanto riguarda il comparto, ha rappresentato il 50% del totale settori. L’ordinaria, invece, ha rappresentato il 42% mentre la cassa in deroga il 38 per cento (è cresciuta di 4 punti percentuali rispetto a gennaio 2011). I più colpiti dalla crisi sono sempre gli operai con 5 milioni e 340mila ore circa di cassa integrazione, il 71% dell’intero settore. Cresce, però, rispetto a gennaio, il numero degli impiegati in difficoltà. Per loro le ore di cassa a febbraio 2011 sono state 2 milioni e 180mila, il 29% del totale.
“E’ evidente che la crisi non è passata e che bisogna mettere in campo tutti gli strumenti per fare in modo che non vengano persi altri posti di lavoro – dice Mirco Rota, segretario generale della Fiom Cgil Lombardia. – Questo segnale di peggioramento rende necessario intensificare l’applicazione dei contatti di solidarietà per evitare un’ulteriore emorragia occupazionale. Con questo strumento, infatti, è possibile applicare la riduzione dell’orario di lavoro mantenendo i lavoratori collegati alle imprese ed evitando di peggiorare una situazione di per sé già molto critica”.