Rubriche

Blog

Il PuntoRassegnadosFuori classeRoba da mattiSull'asfaltoCinePressaRendiamoci ContoRadio cracNote a margineChe senso che faUomini e CittàA tutta rete

Multimedia

Speciali



ITALO MOSCATI

Vedere&Sentire
Lunga vita alla Casa del cinema

   Print  

Dio, o chi per lui, assista la Casa del Cinema di Roma. In pochi anni, recuperata all’abbandono in cui moriva nella trasandata Villa Borghese, è riuscita a darsi un programma, vitalità, credibilità...

di Italo Moscati

Italo Moscati
Il 31 gennaio scorso Felice Laudadio, che l’ha restaurata e rilanciata, ha salutato il personale, i collaboratori, gli amici, gli affezionati del cinema, il suo pubblico fedele. A Laudadio scadeva il contratto che non gli è stato rinnovato. Ci sono state polemiche sulla fine del rapporto, in qualche modo preannunciato fin dal 2008 quando cambiò a Roma l’amministrazione comunale: il sindaco diventava Alemanno, l’assessore alla Cultura Croppi.

Alla fine a sostituire Laudadio è stata designata Caterina D’Amico, una persona che dà garanzie e che sicuramente saprà sfruttare la positiva eredità del suo predecessore. Detto questo per doverosa cronaca vorrei fare qualche breve considerazione. Innanzitutto, ho potuto constatare di persona l’andamento della Casa: sono stati presentati i miei documentari, sono stato invitato a condurre importanti (e spero piacevoli) incontri, ho avuto modo di approfondire conoscenze e vedere opere perdute. In virtù di questo, auguro a Laudadio di continuare il suo lavoro in Puglia dove sta dirigendo un nuovo festival e dove pare aprirà una Casa del Cinema.

Le sue parole di saluto sono state scorrevoli e sincere, anche se si avvertiva una profonda amarezza che ha comportato un linguaggio ispido e risentito: forse se ne poteva fare a meno. Tuttavia, sarebbe facile andare avanti e trascurare certi aspetti discutibili della politica e dei risvolti spiacevoli del e nel cinema. Aspetti dovuti alle scelte e ai criteri seguiti che appesantiscono specialmente gli avvicendamenti nelle istituzioni non solo romane. In parte ciò è dovuto allo spoil-system che, praticato in altri paesi, in Italia assume troppo spesso forme demenziali, come ha scritto sul Corriere della Sera Giuseppe De Rita. Nel caso specifico, le garanzie persino di uno sviluppo, oltre che di continuità, ci potranno essere.

Ma la politica fa i suoi giochi. Croppi, assessore alla Cultura, ora è un “ex”, sostituito per motivi rimasti oscuri nel quadro di un cambio della giunta romana (sotto l’ondata di parentopoli). Una conclusione: il livello intrusivo della politica ha toccato in Italia livelli inconcepibili, e spesso dannosi. E il bello, anzi il brutto, è che spesso la gente di cinema si piega, e alimenta uno stuolo sempre più nutrito di portaborse legati alle visioni ristrette di tanti politici che si mettono i fiori all’occhiello della cultura e poi li lasciano appassire e li mangiano come sedani.


Vuoi riprodurre questo articolo? Leggi qui le condizioni.


TAGS il mese italo moscati

08/03/2011 14:36

(ricerca avanzata)

Cerca su Rassegna.it con Google

  • bookmarks

  • segnala




Antispam: inserisci il risulato della somma.


  • dalla home page

  • tags

Alcune immagini

Italo Moscati

Tsunami democratico

articolo di Gaspare.Serra

Libera corruzione in libero stato

articolo di alfadixit

Crisi: il fondo del fondo

articolo di idelbo

Tutti i contenuti della community

Pubblica i tuoi contenuti su Rassegna.it