Si ripubblica da Einaudi, a un prezzo molto alto, che si spera sia presto abbattuto da un'edizione tascabile, uno dei grandi libri della modernità...
Alla domanda “qual è il libro che ama di più”, nel volume-intervista Diligenza e voluttà il grande critico Gianfranco Contini rispose: “È Port-Royal […] È, per me, il più gran libro che sia stato scritto, il più nutriente per qualunque momento della mia vita”. La domanda arrivava a ridosso di un'altra affermazione: “In fondo, debbo dirle che il grande desiderio della mia vita sarebbe stato di scrivere un libro su Manzoni in cui si potesse passeggiare come si passeggia nel Port-Royal di Sainte-Beuve […] è Sainte-Beuve che fa la grandezza di Arnauld, di Nicole, non parliamo di Racine o di Pascal”.
E al giuramento dell'intervistatrice (“Lo leggerò”): “Oh! Ma fortunata! è fortunata! ha ancora da leggere Port-Royal di Sainte-Beuve… ha ancora da leggere uno dei capilavori dello spirito umano!”. Perché Port-Royall è uno dei “capilavori” dell'arte della scrittura e dello spirito umano? E quale è la sua importanza, oggi? La grandezza di Sainte-Beuve è nota non soltanto agli studiosi di letteratura, ma anche agli storici. Il suo grande libro deriva da una mole di letture accumulata negli anni per arrivare a un affresco grandioso, alla ricostruzione minuziosa ma senza orpelli di un preciso momento del passato: quando nel monastero di Port-Royal si incrociarono alcuni sommi ingegni di ispirazione giansenista.
E Sainte-Beuve non rinuncia a nessuna traccia: dal paesaggio alla filosofia, dalle questioni di cronologia a tutto quel che si può immaginare quando l'idea è quella di restituire una vita pulsante, facendone la storia ma come se la vita fosse ancora in atto, protratta fino al momento della distruzione del monastero. Al di là della rilevanza del tema, lo scrupolo, l'accuratezza, la passione sono le muse di Sainte-Beuve mentre verga le pagine di Port-Royal. Una passione non si dice per la verità, ma per la natura profonda e interiore dei fatti e delle idee. Non ci si sognerebbe mai di dire che Port-Royal sia una lezione di metodo, perché ogni grande libro si inventa il suo metodo ed è perciò inimitabile. Ma Port-Royal è una lezione di morale e di storia, e insegna supremamente che cosa significa ricostruire il passato.