L'istituto di statistica registra una notevole differenza di genere. Le giovani laureate sono il 14,9% contro il 9,6% dei maschi. Part time ripiego necessario per tre tre donne su cinque se vogliono lavorare
Le donne studiano di più e sono più istruite degli uomini. Lo dice l'Istat che in occasione dell'8 marzo pubblica lo studio 'Giovani donne in cifre' dal quale risulta che (dati 2010)
il 37,6% delle giovani donne segue un percorso di istruzione, contro il 30,7% dei maschi (nel 2005 erano rispettivamente il 33,3% e il 27,8%). La quota è più alta nel Centro-Sud, soprattutto nella classe di età 25-29 anni.
Negli ultimi cinque anni, poi,
il livello di istruzione delle giovani è aumentato più che per i coetanei: le laureate sono infatti passate dal 10,5% al 14,9% delle donne della stessa fascia di età, mentre i laureati dal 6,9% al 9,4%. Le diplomate sono il 56%, quota pari a quella dei giovani maschi, mentre il 29,2% delle giovani possiede al massimo la licenza media (34,8% nel caso dei maschi). E, come prevedibile, la percentuale di donne laureate è più elevata nel Nord (16,8%) e nel Centro (16%), più bassa nel Mezzogiorno (12,6%).
Dallo studio si apprende anche come il
part time, per la maggior parte delle donne italiane, non sia una scelta ma un ripiego, necessario se vogliono lavorare. La percentuale delle giovani che vi ricorrono è tripla rispetto a quella maschile (31,2% contro 10,4%) e si mantiene elevata anche per le laureate (24,1%). Infine, il dossier dell'Istat evidenzia che fra i cosiddetti Neet,
i giovani che non studiano né lavorano, prevalgono le donne: si tratta di 1 milione 153 mila nella classe di età 18-29 anni. Sempre alle giovani donne spetta il primato negativo della disoccupazione (con punte del 53,7% al Sud), come anche dell'impegno nel lavoro familiare rispetto al tempo libero.