Il dato è emerso da un convegno di Inail e Anmil: nel 2010 circa 265mila gli infortuni al femminile, in leggero aumento rispetto al 2009, 70 i casi mortali contro i 72 dell'anno precedente
Negli ultimi due anni, in Italia, circa un terzo degli incidenti sul lavoro ha riguardato le donne. Nel 2009,
su quasi 800mila infortuni sul lavoro, oltre 265mila hanno colpito le donne e nel 2010 la situazione è rimasta pressoché invariata. Questo il quadro emerso da un convegno organizzato a Montecitorio dall'Inail e dall'Anmil (Associazione nazionale lavoratori mutilati e invalidi del lavoro) a cui ha preso parte tra gli altri il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi.
"Registriamo una sostanziale stabilità degli infortuni subiti dalle donne tra il 2009 e il 2010 - spiega il presidente dell'Inail Marco Fabio Sartori riportato dall'Ansa -, perché
a fronte di un aumento dell'occupazione femminile dello 0,1% abbiamo registrato un aumento degli infortuni dello 0,4%. Non è cambiato quasi nulla".
"Le donne - prosegue Sartori - lavorano soprattutto nei servizi, un settore più a basso rischio rispetto a quelli maschili, soprattutto per quanto riguarda gli incidenti mortali.
Nel 2010, ad esempio, sono morte 70 donne rispetto alle 72 del 2009. Lo dico senza alcun trionfalismo, questo ci fa ben sperare, ma non bisogna abbassare la guardia. C'e' un impegno forte dell'Istituto e una grande collaborazione sia con i sindacati che con le imprese".
Secondo l'Anmil
permangono "numerose criticità da affrontare per adeguare l'attuale sistema di tutela contro gli infortuni sul lavoro alle differenze di genere e al ruolo della donna". Ad esempio, è necessario "affermare il diritto assicurativo della donna vittima di incidente sul lavoro o malattia professionale a tutte le cure necessarie per ottenere una pronta guarigione, nei tempi compatibili con la pluralità di impegni con cui la donna è di fatto responsabile".