Prossimo incontro 27 febbraio: Eni e Gita dovrebbero firmare il contratto preliminare per l'acquisto e rilancio dell'azienda. Il fondo svizzero è in ritardo, ma si è già impegnato a chiudere. Questione di giorni, gli addetti attendono l'atto formale
La prossima data è il 27 febbraio, ma la
trattativa Eni-Fondo Gita per il riavvio della Vinyls ha avuto più di un intoppo e gli operai aspettano un atto concreto. Da due settimane continua l’occupazione delle Torri Gemelle negli stabilimenti di Ravenna e Porto Marghera, dove la protesta è scattata in contemporanea con quella dei colleghi sardi, costretti a scendere nel giro di una notte dalla passerella del terzo stabilimento di Porto Torres per ragioni di sicurezza.
Il ministro dello Sviluppo Paolo Romani e i vertici di Eni hanno assicurato che è
solo questione di giorni. Ma il punto è che
le parole non sono sufficienti a risolvere una vertenza che già due volte si è arenata proprio quando sembrava chiusa. Dal 24 febbraio dell’anno scorso gli operai sardi sono autoreclusi nell’ex carcere dell’Asinara. Per ragioni diverse sono sfumate le operazioni dell’imprenditore Fiorenzo Sartor e la trattativa con gli arabi della Ramco.
E adesso, alla dichiarazione d’interesse del Fondo svizzero Gita e al conseguente impegno di chiudere il contratto preliminare per la creazione di Vinyls Group a fine gennaio, non c’è stato ancora seguito. Le motivazioni sarebbero legate a un cambio del team di legali di Gita, che avrebbe allentato i tempi per dare la possibilità ai nuovi esperti di valutare i termini del contratto. Una ragione tecnica quindi, alla quale però si aggiunge una questione finanziaria: il Fondo svizzero ha stabilito la ricapitalizzazione della società italiana che rileverà Vinyls con 100 milioni di euro.
Ma i soldi non sono stati ancora trasferiti. A rivelarlo è stato Leonardo Bellodi, presidente di Syndial che in un’intervista al quotidiano
La Nuova Sardegna ha precisato: "C’è un ritardo, e non dipende da noi". Eni si scrolla di dosso ogni responsabilità quindi, e ad avvalorare il suo impegno c’è una nota del ministero della Sviluppo dell’11 febbraio: "La firma del contratto preliminare è fissata fra 15 giorni – si legge nel comunicato –, c’è già l’accordo su prezzo, vendita e personale".
Oltre a questo, nel testo c’è "l’impegno a studiare una modalità tecnica affinché Vinyls possa corrispondere le retribuzioni di febbraio ai lavoratori". Nel frattempo 43 senatori del Pd hanno firmato un’interpellanza urgente rivolta al ministro Romani: "Questo governo – recita il testo – vuol favorire la sottoscrizione dell’accordo definitivo tra Eni e Gita e garantire così la continuità produttiva di tutti gli impianti della Vinyls?". La risposta del ministero è quella a cui si aggrappano ora i lavoratori, con la
speranza che il 27 febbraio venga firmato il contratto preliminare che darà sostanza al rilancio della filiera del cloro.