Il coordinamento laico nazionale a l’associazione Luca Coscioni protestano davanti alla Camera. Miotto (Pd): crociata ideologica della destra. In campo Saviano: "Legge illiberale". Sorpresa, anche Giuliano Ferrara contro il ddl: "È un pasticcio"
Slitta di una settimana l'iter della legge sul biotestamento, ma
la maggioranza punta a chiudere in tempi brevi alla Camera. E puntuali tornano le polemiche intorno a un tema che da un paio d'anni spacca in due la società e la politica. Ieri (21 marzo) è sceso in campo Roberto Saviano, inviando un video messaggio durante l'incontro con il senatore del Pd Ignazio Marino e il padre di Eluana Englaro, Beppino. "Sembra un ddl liberale - afferma lo scrittore di Gomorra - ma non lo è. Complica le cose, burocratizza e non va nella direzione della libera scelta".
Questa mattina (22 febbraio) le associazioni del coordinamento laico mazionale, l’Uaar e l’associazione Luca Coscioni hanno
manifestato davanti a Montecitorio. Ne dà notizia l'agenzia AgenParl. A loro giudizio, il ddl impedisce l'esercizio del diritto all'autodeterminazione terapeutica: "La maggioranza vuole costringere ognuno a restare artificialmente in vita anche in stato vegetativo irreversibile, questo è 'dispotismo etico' perché il ddl è ispirato a un principio di autorità, ma nessuno può essere obbligato a subire un determinato trattamento sanitario contro la propria volontà".
La discussione inizia a febbraio 2009 con la morte, dopo l’interruzione della nutrizione forzata, di Eluana Englaro, da vent'anni in stato vegetativo permanente. Dopo il sì del Senato, il 26 marzo di quell'anno, il provvedimento arriva a Montecitorio dove la commissione Affari sociali l'approva a maggio 2010 con alcune modifiche significative. Da allora, un lungo stop fino all’ultimo slittamento: il ddl doveva approdare in aula ieri (21 febbraio), ma i deputati sono impegnati con il milleproroghe e dunque si arriverà a marzo, e in ogni caso bisognerà tornare al Senato per una nuova lettura.
Nel testo, in realtà,
non si parla di "testamento biologico", bensì di "Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat,
ndr)". Ma all'articolo 1 - è questo il punto centrale - si vieta ogni forma di eutanasia: le volontà delle Dat saranno tenute presenti dal medico che tuttavia, anche sentito il fiduciario, "non può prendere in considerazione indicazioni orientate a cagionare la morte del paziente o comunque in contrasto con le norme giuridiche o la deontologia medica". In altri termini, il "biotestamento", anche scritto, non sarà vincolante.
Secondo
Margherita Miotto, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera, "dalla destra è partita una nuova crociata ideologica" per una legge che impone l'accanimento terapeutico ai medici e nega la libertà alla persona di rifiutare le cure, come prevede la Costituzione". Nei prossimi giorni, prosegue, "prevarrà l’esigenza tutta politica di alimentare lo scontro strumentalizzando in modo odioso e cinico la condizione di tante famiglie drammaticamente attraversate dalla sofferenza di un congiunto in fine vita. Ma tutto questo è funzionale a un obiettivo che prescinde dal merito. Una buona legge sul testamento biologico non può che essere condivisa con il sentire di larga parte del paese".
Sorprende la posizione del direttore del
Foglio,
Giuliano Ferrara. Il giornalista che dopo la morte di Eluana organizzò una simbolica raccolta di bottiglie d'acqua, oggi boccia il ddl sul biotestamento proprio alla vigilia del rush finale alla Camera. Una legge, scrive scrive l'elefantino in un editoriale di prima pagina, "lastricata di buone intenzioni", ma "sbagliata irrimediabilmente, pasticciata e contraddittoria, dice al cittadino: fa' pure testamento, ma sappi che non sarà vincolante, e che su due punti cruciali come l'idratazione e la nutrizione artificiale di persone in stato vegetativo, la tua volontà non può essere ascoltata".