"È inaccettabile che la procedura di privatizzazione di Tirrenia e Siremar non faccia riferimento ai vigenti contratti di lavoro oggi applicati". A sostenerlo unitariamente sono i sindacati dei trasporti (Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti) in una nota, ricordando che "c’è un impegno sottoscritto dal Governo sulle clausole sociali che prevede la continuità occupazionale e contrattuale".
Se i termini della procedura, spiegano le tre sigle, sono quelli annunciati nell’incontro del 10 febbraio scorso presso il ministero dello Sviluppo Economico, "sono irricevibili". Filt, Fit e Uilt chiedono invece "di
rispettare quanto sottoscritto al ministero dei Trasporti lo scorso 7 settembre, avendo registrato con preoccupazione - prosegue la nota - una battuta d'arresto rispetto alle garanzie contrattuali e occupazionali che per noi sono prioritarie e che devono essere legate alla vigenza delle convenzioni. Inoltre chiediamo con decisione che, prima della cessione dell’azienda, vengano sanate tutte le inadempienze contrattuali esistenti".
"Al governo - sottolineano ancora le tre sigle sindacali - chiediamo l’immediata riapertura del tavolo alla presidenza del Consiglio, a suo tempo concordato, e una formale riconferma dell’accordo sopra richiamato da parte di tutti i ministri interessati dalla vertenza". Secondo la Filt, la Fit e la Uilt infine "per sostenere il rispetto di questi impegni, la mobilitazione dei lavoratori proseguirà con un altro
sciopero nazionale, le cui modalità verranno successivamente comunicate".