Dopo la morte dei 4 bambini, il sindaco annuncia: "Iniziamo gli sgomberi". Duro scontro con le associazioni: "Queste tragedie sono colpa del suo piano nomadi". Gli sgomberi senza alternative portano i migranti a vivere in condizioni di degrado e pericolo
Quattro fratellini fra i 4 e gli 11 anni sono morti nella notte tra il 6 e il 7 febbraio, nel rogo in un campo rom su via Appia Nuova a Roma. A quanto si apprende dalla ricostruzione, i bambini erano rimasti soli mentre i genitori erano andati a comprare da mangiare. È sopravvissuta solo una sorellina che si era allontanata per andare a prendere acqua. L'incendio potrebbe essere scoppiato per colpa di un braciere usato per scaldare l'ambiente.
Immediate e inevitabili le polemiche sugli sgomberi: è di stamani la notizia che entro la giornata l'intero campo abusivo sarà smantellato. "Un problema di burocrazia", ha spiegato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, annunciando la richiesta poteri speciali per attuare il piano nomadi.
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, incontrerà i genitori dei bambini coinvolti nella tragedia.
Lo sgombero dei microcampi inizierà nei prossimi giorni. Questo l’annuncio di Alemanno, che poi aggiunge: "Chiederemo alla Protezione civile di poter realizzare tendopoli per smantellare tutti i microcampi e le baracche della morte". Quindi prosegue: "Saranno tendopoli sicure e controllate ma più dignitose e sicure rispetto alle strutture fatiscenti dove sono morti i bambini. Chiederemo al ministero della Difesa per avere strutture fisiche come le caserme".
Il Comune di Roma proclamerà il lutto cittadino, in una data da decidere con i famigliari delle vittime.
Ma tutte le associazioni si scagliano contro il sindaco: è proprio la giunta Alemanno, con il suo piano nomadi, a causare tragedie come quella di via Appia. Lo afferma chiaramente
il presidente dell’associazione Popica, Gianluca Staderini, interpellato dal
Redattore Sociale. "Con gli sgomberi fatti senza trovare reali soluzioni alternative – spiega -, si sono costrette tantissime di persone a rifugiarsi alla meglio nascondendosi tra i cespugli, in condizioni di degrado totale". Non a caso, alcuni abitanti del campo di via Appia erano già stati sgomberati da un campo in un altro quartiere di Roma, in zona Caffarella. Il piano ha peggiorato la situazione, a suo giudizio, perché i vecchi insediamenti sono ancora lì e ne spuntano di nuovi a causa degli sgomberi. L’associazione chiede quindi le dimissioni di Sveva Belviso, assessore alle Politiche sociali del comune, e di Angelo Scozzafava, indicato come l’attuatore del piano nomadi.
Un piano straordinario per dare casa ai rom. E' la richiesta della
Comunità di Sant’Egidio in un comunicato. Rivolgendosi alle amministrazioni locali e statali, chiede "di iniziare una politica di lungo periodo per trovare luoghi e modi di vita dignitosi per i rom". L’obiettivo è avviare un progetto "straordinario ed esemplare – anche con il sostegno dell’Unione Europea - per creare un modello su aree pubbliche o di aziende municipalizzate o di privati disponibili. Anche i Rom chiedono di abitare in casa". La morte dei bimbi è "un’altra tragedia della povertà e dell’emarginazione – secondo la comunità -. Una vergogna per la città di Roma e per il nostro Paese. Non si può, non si deve morire così. Come il piccolo Marius ad agosto. Come se non si fosse imparato niente. Quattro bambini bruciati vivi, una famiglia già colpita dalle difficoltà, che ha subito trenta sgomberi in 10 anni. E’ una tragedia che chiede alla città di fermarsi".
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Terre des Hommes. E’ la morte di quattro bambini, dichiara il presidente Raffaele K. Salinari, "che vivevano in condizioni di fragilità estrema in una città e in una nazione che ha i mezzi per offrire a tutti i livelli minimi di accoglienza". La condizione di emarginazione, purtroppo, non ha nulla di speciale e "rappresenta ormai la normalità" per questo, aggiunge, occorre attivare più prevenzione e meno emergenza.
"La rabbia ed il dolore di queste ore non devono portarci alla rassegnazione. La tragedia di ieri sera, l'ennesima con protagonisti dei bambini, ci ricorda quanto ancora ci sia da fare per la sicurezza dei minori nelle nostre città, non importa siano essi rom oppure no". Così
Vincenzo Spadafora, Presidente dell'Unicef Italia. "Tutti dobbiamo impegnarci di più per impedire che si verifichino ancora incidenti come questo - prosegue - siamo tutti responsabili, le istituzioni, le famiglie e le organizzazioni che hanno a cuore i diritti e la sicurezza dei bambini. Se continueremo a considerare una questione come questa un'emergenza, non la risolveremo mai. La vulnerabilità dei bambini oggi è sempre più evidente giorno dopo giorno, non si può pensare di abbandonarli a loro stessi ricordandoci di loro solo dopo tragedie come questa".