Oggi disagi e disservizi per i pazienti. Il sistema è stato bloccato per diverse ore. "La spada di Damocle del licenziamento ha spinto a collegarsi tutti insieme". Brunetta non cede, medici in agitazione, Fazio tenta di mediare
Ormai è guerra aperta. I medici italiani proclamano lo stato di agitazione, perché non è stata accolta la loro richiesta di rinviare ancora di un anno l'avvio delle sanzioni per i professionisti che non trasmettono il certificato di malattia per via telematica. I camici bianchi, tra l'altro, denunciano pesanti disservizi per i pazienti nel primo giorno della "rivoluzione telematica" sbandierata dal ministro Brunetta.
Il ministro della Pubblica amministrazione e innovazione non ha infatti accettato l'appello che l'Intersindacale medica gli aveva inviato venerdì. Le sanzioni che scattano da oggi, per i medici che in caso di "colpa esplicita" non trasmettono per via telematica all'Inps i certificati di malattia dei lavoratori partiranno quindi, come da decreto, da oggi, anche se il ministro ha promesso a breve una circolare interpretativa su questo punto. Da qui la decisione di medici - come annunciato già nella lettera - di passare alla protesta attiva contro un provvedimento che prevede pene severe. Pene che arrivano fino al licenziamento o alla perdita della convenzione con il Sistema sanitario nazionale.
Ma molti sono stati in mattinata i disagi e i disservizi per i pazienti, con lunghe attese ai call center. Il sistema informatico per l'invio dei certificati online, denuncia la Cgil, "questa mattina è stato in tilt per diverse ore", perché "più medici, con lo spettro del licenziamento, si saranno collegati per fare tutto via web". Per questo, dicono Massimo Cozza, segretario della Cgil Medici, e il coordinatore dei medici di medicina generale Nicola Preiti, "chiediamo al governo di intervenire per bloccare le sanzioni fino all'incontro preannunciato dal ministro Brunetta".
Stamattina sono arrivate ai sindacalisti diverse segnalazioni "del sistema bloccato, in cui non si riusciva ad entrare" e di file "di 40 medici in attesa al call center". Tutto "già previsto - aggiungono - così come il rischio di affollamento dei Pronto soccorso" dove i medici ospedalieri possono continuare a fare i certificati cartacei, senza incorrere nelle sanzioni.
Brunetta, però, fa finta di niente. Il ministro per la Pubblica amministrazione esprime infatti "piena soddisfazione per i risultati raggiunti in questi mesi relativamente alla procedura di trasmissione online dei certificati di malattia". "I dati Inps indicano infatti che, - ha continuato Brunetta - a dieci mesi dall'avvio del nuovo sistema, sono stati complessivamente inviati telematicamente quasi 4 milioni di documenti, di cui circa 400mila solo nell'ultima settima. Stando alle ultime informazioni, il flusso medio giornaliero a regime si va attestando su un valore medio di oltre 70mila, con una punta odierna di 105mila unità. Il sistema è, dunque, pressoché a regime".
Una mediazione la tenta il ministro della Salute, Ferruccio Fazio. Sul tema dei certificati di malattia online, materia di competenza del ministero della Funzione pubblica, afferma Fazio "è necessario arrivare a un'intesa tra Governo e associazioni dei medici in modo da scongiurare proteste che potrebbero creare difficoltà ai cittadini e soprattutto ai malati".
"Mi unisco al ministro Brunetta -ha sottolineato in una nota Fazio - nell'esprimere soddisfazione per i risultati raggiunti dal sistema in questi dieci mesi di sperimentazione. Gran parte di questi risultati si devono alla piena collaborazione dei medici, ai quali va il mio ringraziamento", ma le richieste dei medici di una proroga dell'entrata in vigore del regime sanzionatorio "sono giustificate dal fatto che il sistema informatico, pur funzionante, richiede ulteriori perfezionamenti, che sono già in fase di realizzazione". "Mi auguro quindi -ha concluso Fazio - che la pronta risposta del ministro Brunetta, che si è dichiarato disponibile ad approfondire la materia anche in un confronto con le associazioni dei medici, possa mantenere vivo l'attuale spirito di collaborazione tra Governo e medici e scongiurare azioni che potrebbero causare disagi alla popolazione".