"Domani (1 febbraio,
ndr) scatteranno
le sanzioni disciplinari per i medici convenzionati che rilasceranno ancora i certificati di malattia in forma cartacea e i cittadini potrebbero essere costretti a recarsi al pronto soccorso aggravando ulteriormente le attese. Un vero e proprio caos". A dirlo in una nota sono Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil Medici, e Nicola Preiti, coordinatore nazionale per la sigla di cateogoria dei medici di medicina generale.
Scade infatti oggi, si apprende dal comunicato, "la moratoria delle spropositate sanzioni disciplinari per i medici di famiglia, le guardie mediche e gli specialisti ambulatoriali che non trasmettono per via telematica la certificazione di malattia,
con la pena del licenziamento in caso di reiterazione. Sono invece esclusi dalle sanzioni disciplinari i medici ospedalieri, che potranno continuare a rilasciare i certificati di malattia in forma cartacea, così come previsto dalla Circolare della Funzione Pubblica n. 2 del 2010, grazie all’impegno sindacale che ha visto la Fp Cgil Medici per prima in campo fin dal 2009".
Prosegue la nota: "
Il medico di famiglia o di guardia medica, che per motivi indipendenti dalla sua volontà, non potrà rilasciare il certificato on line - come ancora frequentemente accade per problemi di trasmissione e per il call center inadeguato - potrebbe indurre il cittadino ad ulteriori accessi impropri al pronto soccorso nelle settimane nelle quali si sta manifestando il picco dell’influenza. ronte di circa 17 milioni di lavoratori dipendenti (3,5 milioni pubblici e 13,5 milioni privati) si salveranno dal pasticcio solo i magistrati, gli avvocati dello Stato, i professori universitari, le forze armate e di polizia, i vigili del fuoco, i diplomatici ed i prefetti, per i quali i medici di famiglia dovranno invece rilasciare ancora il tradizionale certificato di malattia cartaceo".
In questo caos, per i due sindacalisti, "
il ministro Brunetta imperterrito, rifiutando ogni confronto con i sindacati nonostante le reiterate richieste, continua a dare vuoti numeri sulla distribuzione del pin e sui pochi milioni di certificati trasmessi online. Solo fumo mediatico. È ora di far prevalere il buon senso senza penalizzare medici e cittadini. Allo stato dei fatti, quando non è possibile la trasmissione on line, bisogna necessariamente consentire il cartaceo, senza sanzioni, anche ai medici convenzionati".