Vertice a Roma di Bersani con i segretari locali della coalizione per uscire dalla guerra che si è aperta dopo la vittoria contestata alle primarie di Napoli del bassoliniano Andrea Cozzolino, con accuse e controaccuse di brogli e irregolarità
Il PD non smette mai di stupirci. Vince le primarie a Napoli e Bologna e riesce a perdere la testa. A Napoli. Anni fa scrissi un pezzo che affermava che il più grave problema per Veltroni, allora segretario, era interno e si chiamava Antonio Bassolino. Oggi potrei scrivere le stesse cose sostituendo solo il segretario ma non il potentissimo Antonio da Afragola. Che oggi ha la faccia di Cozzolino, uomo dell'ex governatore e erede di una formidabile macchina del consenso.
Andiamo a vedere cosa è successo. Le primarie a Napoli ormai sono state congelate. La tensione nel partito è ai massimi livelli tanto da costringere il segretario Pier Luigi Bersani ad annullare l'assemblea nazionale prevista per sabato proprio nel capoluogo campano.
Insomma ecco qui, il PD vince le primarie e poi è costretto a congelarle per beghe di potere interne. E che beghe.
Oggi
è previsto infatti un vertice a Roma di Bersani con i segretari locali della coalizione per uscire dalla guerra che si è aperta dopo la vittoria contestata alle primarie di Napoli del bassoliniano Andrea Cozzolino, con accuse e controaccuse di brogli e irregolarità.
Tra le ipotesi quella di annullare le consultazioni e puntare sul magistrato Raffaele Cantone, che però ribadisce di non essere disponibile: "Non ritengo di avere la competenza", "sono un magistrato e penso che ciascuno debba fare al meglio il suo mestiere". Bravo Cantone, abbandonare la magistratura per questo "casino" sarebbe stato un delitto. Di Tafazzi da caminetto ce ne sono già troppi.
Cozzolino intanto grida al complotto ("un golpe ribaltare il risultato"), sfida Bersani, convoca i suoi sostenitori per oggi e non esclude l'uscita dal Pd con conseguente ipotesi di creazione di una lista civica.
Non vorrei proprio essere al posto di Bersani ora. Il bubbone Campania, o meglio Napoli, doveva prima o poi esplodere. Non poteva continuare a svilupparsi un blocco di potere che ha dimostrato per almeno un decennio la sua capacità di gestione del voto. Ma non certo salvaguardando trasparenza, buona amministrazione e buona gestione dei soldi pubblici. Aspettiamo gli sviluppi osservando gli effetti della vendetta del decaduto, mica tanto, Antonio.
Gli Italiani