Marcegaglia scarica Berlusconi in diretta tv su Raitre: "Da sei mesi il governo non fa nulla". Tremonti nuovo premier? "Perché no". E sul caso Ruby: "C'è un'altra Italia che si sveglia presto e s'impegna". Giorni decisivi per il contratto dell'auto
"Nei primi mesi della crisi il governo ha tenuto i conti pubblici a posto e abbiamo visto invece cosa succede in Portogallo e Spagna, ma ora serve di più: da sei mesi a questa parte l'azione del governo non è sufficiente". Anche la presidente della Confindustria,
Emma Marcegaglia, scarica il governo. Secondo la leader di viale dell'Astronomia, intervistata ieri sera (23 gennaio) da Fabio Fazio su Raitre, Italia "deve concentrarsi sulla crescita, tornare a produrre benessere per le persone, invece c'è una totale disattenzione. Si parla di tutto tranne che di questo".
A suo giudizio,
il paese cresce "ancora troppo poco", questo vuol dire "non riuscire a riassorbire la disoccupazione, non aumentare i consumi e gli stipendi, vuol dire meno benessere, meno solidarietà e meno attenzione. La mancanza di crescita incattivisce le persone: è un tema economico, ma anche morale ed etico. Nelle prossime settimane occorre verificare se questo governo è in grado di andare avanti e fare le riforme, altrimenti bisogna fare altre scelte".
Su un eventuale primo ministro, "deve avere la maggioranza in Parlamento e deve essere indicato dagli elettori, cosa sulla quale sono d'accordo: se ci saranno le condizioni perchè
Tremonti abbia queste caratteristiche, perchè no", ha detto ancora a Fabio Fazio. Poi su caso Ruby: "Dai giornali esteri emerge un'immagine non positiva per l'Italia. Io sottolineo sempre, quando sono all'estero, che invece c'è un'altra Italia che va a letto presto, si sveglia presto, che lavora, che produce, che investe, che fa impresa e si impegna e che non è abbastanza valorizzata".
Intanto si apre
una settimana cruciale per i metalmeccanici, dal tavolo sul contratto per il settore dell'auto alle manifestazioni organizzate dalla Fiom sull'accordo Fiat. Per Marcegaglia, il contratto approvato a Mirafiori non costituirà il tramonto del ccnl lavoro. "Finora abbiamo avuto la logica che una cosa valeva per tutti. Oggi non funziona più». In futuro, quindi, ci saranno casi come Mirafiori, Fiat, ma "i saranno le imprese che continueranno ad avere un contratto nazionale, magari più leggero".
Oggi il nuovo attesissimo appuntamento, il primo dopo il referendum di Mirafiori, tra Federmeccanica e sindacati (senza la Fiom) per la messa a punto del
contratto per l'auto: all'ordine del giorno ci sono i due temi più spinosi, flessibilità e orario di lavoro. "Il contratto è stato già scritto, non resta che recepirlo", fa sapere il segretario generale della Fismic, Roberto Di Maulo. Martedì e mercoledì, poi, doppio appuntamento per la Confindustria che riunisce il direttivo (il parlamentino) e la Giunta.
Giovedì il Cda della Fiat diffonderà i dati del gruppo nel quarto trimestre e in tutto il 2010. Nuovo banco di prova, venerdì con lo
sciopero nazionale di otto ore della Fiom che va in piazza con lo slogan "Il lavoro è un bene comune. Da Pomigliano a Mirafiori difendiamo ovunque contratto e diritti". Le tute blu della Cgil Fiom sono convinte che la mobilitazione segnerà un punto a loro favore in questa partita, perché dovrebbe essere in grado di raccogliere le adesioni dei tanti scontenti dopo l'accordo di Torino.