"Una nuova picconata al sistema contrattuale", una proposta "inaccettabile". Cesare Damiano, deputato del Pd ed ex ministro del Lavoro boccia così senza mezzi termini la
proposta di Federmeccanica, che prevede in casi specifici la sostituzione del contratto nazionale con quelli aziendali.
"E' uno stillicidio", dice Damiano in un'intervista a Repubblica. "Prima il combinato di norme e disdette che a Mirafiori impediscono a un sindacato di essere rappresentato se non accetta gli accordi, ora questa proposta balzana di sostituzione del contratto nazionale con quello aziendale. Non vorrei - aggiunge - che si fosse deciso di scardinare il sistema contrattuale italiano solo per
inseguire Marchionne e convincerlo a tornare in Confindustria".
Secondo Damiano gli effetti sui lavoratori di una simile proposta "si vedrebbero soprattutto nelle piccole imprese poco sindacalizzate, dove verrebbe meno quel grado di tutele minime che è garantito dal contratto nazionale", avverte Damiano. "
Sarebbe il far-west, il trionfo dei contratti fai-da-te che favoriscono disuguaglianze e peggioramento delle condizioni di lavoro, e il salario di questi contratti finirebbe per essere anche molto inferiore a quello già risicato dei lavoratori Fiat".
Ma la vera soluzione del problema, secondo l'ex ministro, "sarebbe in
un contratto di categoria a livello europeo per evitare che chi fa lo stesso lavoro abbia paghe triple o quadruple a seconda del paese dove è l'azienda".