Emma Marcegaglia sposa la linea di Federmeccanica che vuole superare il contratto collettivo: "E' una proposta immediata e tempestiva di modernizzazione". Così avanza l'ipotesi di mettere mano all'accordo separato del 2009 sul modello contrattuale
La possibilità di contratti aziendali che vadano a sostituire il contratto collettivo,
proposta avanzata da Federmeccanica sotto la spinta degli accordi separati tra Fiat e sindacati, non dispiace alla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che valuta l'ipotesi di estendere questo modello oltre il settore dei metalmeccanici per inserirlo nel contesto più ampio dell'accordo del 2009 sulla riforma del modello contrattuale.
"Stiamo valutando - dice Marcegaglia - è possibile,
ci ragioneremo anche con i sindacati. Si può dire che c'è anche questa possibilità". E questo perché secondo la presidente di Confindustria, il percorso avviato da Federmeccanica "non uccide" la riforma del contratto, ma rappresenta anzi una "proposta immediata e tempestiva di modernizzazione".
Insomma, nonostante il
giudizio negativo già espresso dai sindacati (anche dalla Cisl), Confindustria "sarà al fianco" della federazione delle industrie meccaniche ma, indica Emma Marcegaglia, "di fronte ad un argomento di questa portata", avrà un ruolo diretto nel confronto sia pur con l'attenzione "ad evitare invasioni di campo".
La leader degli industriali ha anche ribadito la sua posizione sul confronto per arrivare a nuove regole sulla rappresentanza: rispetto alla
proposta della Cgil, dice, "c'è qualcosa che non ci va bene ma consideriamo una cosa molto positiva riavviare il dialogo. Su questo tema è dal 2004 che aspettiamo una proposta dai sindacati". Emma Marcegaglia ha anche ribadito che sulla rappresentanza è "contraria a nuove regole per legge: ci deve essere un accordo tra le parti".