Lsdi.it: "C'era un ospite segreto, un convitato di pietra sempre presente eppure non ufficialmente convocato, un mondo intero cui pensare di affidare il futuro dell'intera professione", eppure ancora non rappresentato: l'on line
Si è recentemente svolto a Bergamo
il 26° congresso della Fnsi (Federazione nazionale della stampa), che si è chiuso con la conferma di Franco Siddi e Roberto Natale alla segreteria e alla presidenza e che, forse per la prima volta nella storia del sindacato dei giornalisti italiani, ha registrato una forte presenza degli editori.
I risultati di questo congresso sono analizzati dal sito
www.lsdi.it (libertà di stampa diritto all'informazione): "Un 'piano contro il precariato': è la principale 'sfida strategica' che Franco Siddi, appena confermato segretario della Fnsi, ha affidato al sindacato dei giornalisti italiani per il dopo-Bergamo, indicando come altri fronti essenziali la promozione di 'una sfida incalzante agli editori per gli investimenti nel valore dei giornalisti' e una 'grande battaglia culturale' per la 'democrazia nell'informazione'. A cui si aggiunge l'accettazione formale del principio della flessibilità: 'la flessibilita' non ci è estranea, perché è nei contratti integrativi e in quelli nuovi, ma deve essere riconosciuta dagli editori' ha sottolineato Siddi nella relazione.
Non a caso il prologo del Congresso era stato affidato a un confronto con i principali esponenti dell'industria editoriale italiana – Carlo De Benedetti (L'Espresso), Piergaetano Marchetti (Rcs) e Fedele Confalonieri (Mediaset), che hanno fortemente insistito sulla cosiddetta multimedialità 'come strumento di sviluppo' – le cui posizioni hanno pesato notevolmente sull'andamento del dibattito. E non a caso Siddi aveva proposto nella sua relazione una sorta di 'patto fra produttori'…
Un clima dunque molto diverso da quello che aveva segnato i lavori del precedente congresso della Fnsi, quello di Castellaneta Marina, nel novembre 2007. 'Allora - ha osservato Sara Bianchi su 'Il Sole 24 ore' - il contratto era scaduto da quattro anni, la strada per il rinnovo era tutta in salita e con gli editori c'era il gelo, molti di loro volevano lasciare la Fieg. Adesso invece, Siddi lo rimarca con orgoglio, 'il cuore dell'editoria ha riconosciuto che deve confrontarsi con il nostro sindacato'…
Secondo i delegati dell'opposizione, comunque, la scelta di un dialogo così ravvicinato con gli editori sarebbe frutto di una linea troppo morbida degli attuali vertici della Fnsi, accusati fra l'altro di una 'mancata levata di scudi' nei confronti della 'provocazione' dell'ingegner Carlo De Benedetti, che in apertura del congresso aveva parlato di multimedialità come regalo per i giornalisti.
Ma, nel merito, anche per alcuni delegati della maggioranza l'avvio di questo dialogo non sarebbe stato molto confortante. Fra le voci più autorevoli, ad esempio, Giovanni Rossi, uno dei vicesegretari uscenti, è netto: 'questi editori non sono all'altezza delle sfide'.
Quanto al mondo digitale, il dibattito non è riuscito ad entrare nel merito in maniera sufficiente e i
temi della '
Lettera aperta ai delegati' diffusa da Lsdi sono stati solo sfiorati…".
In un articolo di Marco Renzi, pubblicato sempre su
www.lsdi.it, dal titolo "On line, un convitato di pietra al congresso Fnsi", si rileva che comunque
nel corso del congresso si è ripetutamente parlato di giornalismo digitale, ormai è diventato un elemento chiave del paesaggio mediatico contemporaneo:
"Al Congresso della Fnsi (numero 26) svoltosi nei giorni scorsi a Bergamo, c'era un ospite segreto, un convitato di pietra sempre presente eppure non ufficialmente convocato, un mondo intero cui pensare di affidare il futuro dell'intera professione,
eppure ancora lontano da una seppur minima, e necessaria rappresentanza sindacale, ma anche professionale: l'on line…
Di giornalismo on line hanno parlato gli ospiti, prestigiosi, convenuti a Bergamo nei 4 giorni della kermesse…
Noi intanto, fedeli reporter e inviati alla manifestazione, vi vorremmo ricordare brevemente alcuni dotti spunti emersi dal Congresso e che con la rete e il giornalismo digitale hanno attinenza stretta…
E allora come non ricordare fra i numerosi e densi interventi di congressisti e illustri ospiti quelli di Alessandro Brignone, direttore generale della Fieg, che ha parlato di Ipad come del futuro, o forse meglio del già avvenuto futuro, che qualcuno potrebbe tradurre con 'presente', e di edizioni digitali dei quotidiani che pagano un'imposta di valore aggiunto spropositata, il 20%, rispetto ai fratellastri delle edizioni cartacee.
Oppure il Presidente dell'Ordine Enzo Jacopino che, con buona pace delle migliaia di blogger che ogni giorno inondano il web con informazioni pagate anche 10 centesimi a pezzo, adombra che c'è qualche speranza per loro e per altri come loro di veder riconosciuto almeno da un punto di vista retributivo il proprio lavoro: 'Siamo sicuri che a carico dei direttori di queste realtà non si possano aprire procedimenti disciplinari? Molti di questi colleghi, che sono migliaia – ha continuato Iacopino – non hanno voce. Non perché la Fnsi non sia disposta a difenderli ma perché non hanno neanche i soldi per potersi iscrivere al sindacato o pagare la quota dell'Ordine'.
Andrea Merola, fotoreporter veneto ha chiesto, nel corso del suo intervento, la creazione di strumenti che facilitino la vita ai già sfruttatissimi freelance. In particolare il collega veneziano ha parlato di 'creare, in collaborazione con le assostampa locali, delle piattaforme online a basso costo per favorire i freelance che non possono commercializzare il loro lavoro, e sfuggire così al caporalato delle agenzie di intermediazione'.
Uno spunto in linea con la 'questione digitale' è arrivato da Alessandro Garimberti de 'Il Sole 24 ore': 'Ci sono siti russi e spagnoli che alle 6 del mattino mettono on line l'edizione del Sole 24 ore. Ora noi giornalisti invitiamo l'azienda a rivendicare il diritto d'autore. I nostri abbonamenti da 130.000 di qualche anno fa sono scesi a circa 90.000, anche per colpa della pirateria'…
Il riconfermato segretario della Fnsi, Franco Siddi, ha più volte citato l'on line come futuro-presente possibile, o forse meglio, necessario, della nostra professione, ricordando anche che 'la polverizzazione dell'informazione ci rende più autorevoli se c'è un brand più autorevole alle nostre spalle. WikiLeaks lo ha messo bene in evidenza. Tante possono essere le persone che mettono in rete le notizie più disparate. E' una condizione nuova, che fa comunità. Ma questa non è una garanzia di informazione professionale, con tutti i suoi diritti'".
Io non so se posso considerarmi un "giornalista on line". In realtà non ho mai voluto diventare giornalista anche se ho scritto e scrivo in alcuni giornali, oggi solo on line. Mi riconosco di più nella definizione di "citizen journalist", di cui attualmente si parla spesso. Comunque sono un notevole fruitore del giornalismo on line, anche se non ho abbandonato la lettura dei giornali cartacei e forse non lo farò mai, ammesso che in futuro non scompaiano. Pertanto concordo con quanti sostengono che in un congresso come quello della Fnsi il giornalismo on line dovesse partecipare a pieno titolo. Ciò non è avvenuto. Speriamo che avvenga nel prossimo congresso. Sempre che i congressi, quanto meno quelli della stampa, soprattutto in futuro, siano importanti…
Gli Italiani