“Il governo rischia di creare una guerra tra deboli” dopo aver previsto “con la legge 126 del 3 agosto scorso di far rientrare nelle ‘quote di riserva’ relative alle assunzioni obbligatorie delle persone con disabilità (legge 68/1999) anche agli orfani ed i superstiti delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, penalizzando così i disabili stessi”. A denunciarlo
è la responsabile dell'Ufficio politiche disabilità della Cgil Nazionale, Nina Daita.
Secondo la dirigente sindacale, infatti, “la situazione è aggravata dal fatto che a febbraio saranno pubblicati i bandi d’assunzione obbligatoria per il pubblico impiego, ed il rischio è che le persone con disabilità vedano sottrarsi la propria quota di lavoratori”. Infatti, sottolinea Daita, “
sono 10 mila i posti di lavoro, precedentemente riservati a quest’ultimi, che ora rischiano di essere sottratti a causa di una decisione scellerata del Governo attuale”. La Cgil chiede quindi “una esplicita interpretazione della norma, quanto mai urgente e necessaria, affinché venga ripristinato il 7% dei posti riservati alle persone con disabilità”.
Denunciando quindi il rischio di una “guerra tra deboli”, Daita punta il dito contro “un
Governo che penalizza in maniera indecente le persone con disabilità: siamo di fronte a una grave insensibilità che sta creando ulteriori disagi a chi vive già una situazione di grande disagio”. La sindacalista ricorda al Ministro Sacconi “che la percentuale di disoccupati tra i disabili ha ormai raggiunto il 40% e restiamo in attesa di provvedimenti urgenti per sanare questa profonda ingiustizia”.
Il sindacato ha inoltre scritto al titolare del dicastero di Via Veneto “chiedendo una soluzione equa, ma fino ad ora non c’è stata risposta mentre intanto oggi le associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie hanno organizzato un presidio di fronte al Ministero dei Rapporti con il Parlamento per protestare contro la decisione del Governo”. L
a Cgil, conclude Daita, “ha ovviamente sostenuto e partecipato alla protesta, e continuerà a farlo affinché il Governo rispetti gli impegni presi, evitando l’ennesima ingiustizia”.