Nota ufficiale del Quirinale: "Nessuna telefonata con Berlusconi". Il Presidente della Repubblica si dice consapevole del turbamento che attraversa il paese e chiede una "compiuta verifica in tempi brevi delle risultanze investigative"
Sul "Rubygate e sui procedimenti giudiziari a carico del presidente del Consiglio Berlusconi, che potrebbero avere a breve pesanti ricadute politiche, si muove anche il Quirinale. La presidenza della Repubblica ha rilasciato una nota ufficiale nella quale si smentisce la notizia di una presunta telefonata del Premier al presidente Giorgio Napolitano e si chiedono tempi certi per la soluzione del caso.
"A smentita di quanto riferito da qualche organo di stampa, non c'è stato in questi giorni alcun colloquio telefonico tra il presidente del Consiglio e il presidente della Repubblica", precisa la nota del Quirinale. "Si smentisce egualmente che il capo dello Stato abbia letto o comunque ricevuto, non competendogli in alcun modo, le carte trasmesse dall'Autorità giudiziaria alla Camera dei Deputati che dovrà pronunciarsi sull'autorizzazione richiestale a eseguire una specifica perquisizione".
Ma Napolitano è comunque cosciente che, al di là della girandola di rivelazioni più o meno pruriginose, la vicenda può avere un importante ruolo politico. "Naturalmente, il presidente della Repubblica è ben consapevole – continua la nota - del turbamento dell'opinione pubblica dinanzi alla contestazione, da parte della Procura della Repubblica di Milano al presidente del Consiglio, di gravi ipotesi di reato e dinanzi alla divulgazione di numerosi elementi riferiti ai relativi atti d'indagine". "
"Senza interferire nelle valutazioni e nelle scelte politiche che possano essere compiute dal presidente del Consiglio - conclude il testo - dal governo e dalle forze parlamentari, egli auspica che nelle previste sedi giudiziarie si proceda al più presto ad una compiuta verifica delle risultanze investigative".
A muoversi, inoltre, sono stati oggi anche la Lega e la Chiesa cattolica, due pedine ritenute da molti osservatori fondamentali per la tenuta del governo Berlusconi. Il Carroccio appare piuttosto infastidito. "Il Presidente Napolitano lo si ascolta e non lo si commenta, perché è il Presidente della Repubblica", dice il capogruppo della Lega alla Camera, Marco Reguzzoni, a proposito delle affermazioni del Capo dello Stato sulle vicende del caso Ruby. A chi gli chiede dei riflessi del caso Ruby, Reguzzoni poi replica: "Preoccupa, perché distoglie l'opinione pubblica dai temi veri per il paese che sono quelli delle riforme, a partire dal federalismo. La migliore risposta è allora quella di andare avanti proprio nella direzione delle riforme".
Chiede chiarezza anche la Cei. "Al di là del gossip, che si alimenta sui giornali e non solo, dei retroscena, dei protagonisti e del livello delle vicende, che sono minuziosamente evocate nell'ordinanza trasmessa alla Camera per l'autorizzazione a procedere ulteriormente, c'è un'unica certezza. Bisogna che si faccia chiarezza in termini stringenti, che la questione sollevata dalla procura di Milano abbia delle celeri risposte, così da non tenere sul filo la politica, le istituzioni, più ampiamente la governabilità". E' quanto si legge in una nota diffusa dal Sir, l'agenzia di stampa della Conferenza episcopale italiana.