Chiusa l'istruttoria per abuso di posizione dominante nei confronti di Google. L'authority rende vincolanti le proposte avanzate dal motore di ricerca su controllo dei contenuti e trasparenza nella pubblicità. "Serve una legge ad hoc sul copyright online"
Nuovo capitolo, stavolta forse decisivo, nella battaglia legale tra Google ed editori italiani. L'Antitrust ha chiuso l'istruttoria per possibile abuso di posizione dominante nei confronti del colosso di Silicon Valley, accettando e rendendo vincolanti gli impegni presentati dallo stesso Google durante il procedimento per possibile abuso di posizione dominante.
L'Authority ha poi inviato una segnalazione al governo e al parlamento, chiedendo che venga rivista la normativa a tutela del diritto d'autore, adeguandola alle innovazioni tecnologiche ed economiche del web.
In sostanza, Google si impegna a permettere un maggiore controllo da parte degli editori on line sui propri contenuti nell'ambito del servizio Gogle News, a mostrare più trasparenza e verificabilità superiore delle condizioni economiche applicate dalle imprese di siti web che si avvalgono dei servizi di intermediazione pubblicitaria di Google.
Nel dettaglio, gli impegni assunti con l'Autorità garante della concorrenza e del mercato riguardano il mantenimento di un software separato per Google News che dà agli editori la possibilità di decidere quali contenuti giornalistici rendere utilizzabili su Google News, senza pregiudicarne l'indicizzazione sul motore di ricerca Google Web Search. Gli editori, in particolare, possono scegliere se consentire o meno l'accesso ai propri siti da parte di Google, decidere di escludere selettivamente specifici articoli o immagini, oppure di far apparire i titoli degli articoli, ma non estratti dal testo degli stessi.
Diventa, poi, trasparente la gestione del programma AdSense, la piattaforma di raccolta pubblicitaria gestita da Google. In pratica l'editore pubblica sul proprio sito annunci pubblicitari degli inserzionisti AdWords, ottenendo un guadagno per ogni click degli utenti sui link pubblicitari visualizzati. Il meccanismo sulla base del quale l'Autorità aveva avviato l'istruttoria prevedeva però che fosse Google Ireland a determinare i corrispettivi di volta in volta a sua assoluta discrezione, senza assumere alcun obbligo di comunicare come tale quota fosse calcolata e riservandosi il diritto di modificare in qualsiasi momento la struttura di determinazione dei prezzi e dei pagamenti a sua esclusiva discrezione.
Gli impegni adottati consentiranno agli editori di conoscere la ripartizione dei ricavi derivanti dalla vendita degli spazi pubblicitari: viene in sostanza consentito alle imprese editoriali di controllare le condizioni economiche che determinano i corrispettivi loro spettanti. Eventuali modifiche dovranno inoltre essere rese note agli editori prima di diventare operative.
L'Antitrust aveva aperto l'istruttoria nei confronti di Google Italy il 26 agosto del 2009 notificando nell'ottobre successivo l'ampliamento dell'istruttoria a Google Inc. Con gli impegni presentati e resi vincolanti oggi, il motore di ricerca interviene sul controllo dei contenuti e sulla gestione della pubblicità, i due capitoli ritenuti di estrema importanza dalla Fieg.
Ora la palla passa al legislatore. Secondo l'Authority, infatti, occorre una legge nazionale che definisca un sistema di diritti di proprietà intellettuale in grado di "incoraggiare su internet forme di cooperazione virtuosa tra i titolari di diritti di esclusiva sui contenuti editoriali e i fornitori di servizi innovativi che riproducono ed elaborano i contenuti protetti da tali diritti". Per l'Antitrust è infatti necessario superare l'oggettivo squilibrio tra il valore che la produzione di contenuti editoriali genera per il sistema di internet nel suo complesso e i ricavi che gli editori online sono in grado di percepire dalla propria attivitaà.
"L'istruttoria - scrive il presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato Antonio Catricalà - è stata l'occasione per individuare una generale criticità in ordine alla valorizzazione dell'attività degli operatori che producono contenuti editoriali online, ai quali non è riconosciuta un'adeguata remunerazione per lo sfruttamento economico delle proprie opere da parte di soggetti terzi". "Abbiamo collaborato con l'Authority e con gli editori per rispondere agli interrogativi sollevati e risolvere le perplessità manifestate". Così invece un portavoce di Google commenta la chiusura dell'indagine dell'Antitrust. "Nell'operare in piena conformità alle regole di concorrenza italiane ed europee - aggiunge Google -, siamo consapevoli che è sempre possibile apportare ulteriori miglioramenti al modo in cui svolgiamo le nostre attività".