Stop all'assistenza tecnica dall'1 gennaio, si rischia la paralisi del sistema. I magistrati: "Protesta forte e decisa". Il ministro si appella a Tremonti ma servono 33 milioni, pochi margini di manovra. Il procuratore di Napoli: "I processi si bloccano"
I tribunali italiani rischiano di fermarsi per il blocco dell'informatica dall'1 gennaio. E' la denuncia arrivata ieri sera dall'
Associazione nazionale magistrati, che oggi (mercoledì 5 gennaio) trova la risposta del
ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Il quale si appella al dicastero dell'Economia: "Ho chiesto aiuto a Giulio Tremonti, ma finora non l'ho ricevuto".
"Una paralisi complessiva del sistema", con la chiusura dei tribunali, e l'impossibilità per le imprese e i privati di partecipare a gare di appalti e concorsi. E' quello che si rischia con il blocco dell'assistenza informatica agli uffici giudiziari, iniziata il primo giorno del 2011.
L'Anm ha annunciato una "protesta forte e decisa". Questo è il "colpo finale" del governo contro una "macchina che ha già enormi difficoltà di funzionamento".
"Da tempo - dicono i magistrati - sosteniamo la necessità di considerare il settore giudiziario un settore strategico per il paese e, invece, dobbiamo amaramente constatare come avvenga sistematicamente il contrario. Se l'informatizzazione dovesse venire meno - concludono - il principale sconfitto sarebbe il cittadino".
Alfano ostenta sicurezza, intervistato dal
Corriere della Sera. "Non dispero - sostiene rivolto a Tremonti -, perchè conosco la sua sensibilità per l'informatizzazione. Intanto faccio da solo. Farò l'impossibile e confido proprio di riuscirci, anche se i margini di manovra sono strettissimi", ammette il Guardasigilli.
Alfano assicura che "salveremo il servizio" e chiede all'Anm di collaborare "invece di strumentalizzare le difficoltà".
Ma la situazione è difficile, servono 33 milioni di euro. Lo dice oggi
Luigi Birritteri, capo dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del ministero della Giustizia, interpellato da
Radiouno. Questa, spiega, è la cifra necessaria "per onorare integralmente" il contratto con le aziende che si occupano dell'assistenza della gestione e manutenzione dei servizi informatici.
Intanto gli allarmi si moltiplicano, da parte degli esponenti di spicco del settore. Sempre stamani a parlare su
Repubblica è
Giandomenico Lepore, procuratore della Repubblica di Napoli. I sistemi informatici hanno bisogno di una manutenzione costante, dichiara al quotidiano, "fino a ieri potevamo telefonare a tecnici che erano in loco per riparare guasti. Oggi bisognerà chiamare un call-center che, se può, interverrà a distanza".
Tale scenario, inoltre, "crea un problema di sicurezza: procure e Tribunali trattano dati spesso molto sensibili e fascicoli secretati. Non c'è nessuna garanzia - aggiunge -su chi viene da lontano e si introduce nei sistemi". Oggi il sistema è automatizzato, conclude,
"esiste davvero il rischio che i processi si blocchino".