Non autosufficienza, i pensionati delle Marche si preparano alla mobilitazione
Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil sollecitano l'attuazione degli accordi sulla non autosufficienza, l'estensione dell'assistenza e la riduzione delle rette nelle residenze protette
di Spi Marche
“La mancata sottoscrizione tra Asur ed enti gestori di Residenze protette per anziani della convenzione sulla non autosufficienza sta causando un notevole ritardo all'attuazione dell'accordo per l'aumento graduale a 100 minuti dell'assistenza e la riduzione delle quote di retta a carico dei degenti. La denuncia è dei sindacati Fnp Cisl, Spi Cgil e Uilp Uil, che chiedono alla Regione di "mantenere gli impegni sulle politiche a favore della non autosufficienza" assunti con la firma dell'accordo.
In pratica, hanno spiegato i segretari regionali Enrico Renzaglia (Fnp Cisl) Emidio Celani (Spi Cgil) e Andrea Marini (Uilp Uil), l'accordo che avrebbe dovuto diventare operativo dal primo ottobre scorso è rimasto sulla carta, soprattutto per "le resistenze da parte di molti dei 110 enti gestori". La convenzione riguarda 3.411 posti convenzionati per non autosufficienti in Residenze protette, con la previsione, entro il primo gennaio 2013, di un graduale innalzamento a 100 minuti dell'assistenza ai degenti (attualmente 50 minuti) e della riduzione al 50% complessivo della quota di spettanza degli anziani. Alla Regione, che ha deliberato sia lo schema di accordo sia il trasferimento dei fondi (circa 19 milioni di euro), i sindacati chiedono di farsi carico del problema. Anche perché nel frattempo sono le famiglie a rimetterci: i degenti pagano le rette quasi per intero (da 50 a 300 euro al giorno), con una minima integrazione pubblica. A partire dal 13 gennaio, sono previste la convocazione di esecutivi sindacali e una serie di iniziative per richiamare l'attenzione della giunta
regionale, in vista della discussione del nuovo piano sociosanitario regionale, alle responsabilità e agli impegni contratti.
Fnp Cisl, Spi Cgil e Uilp Uil ricordano che dal 2008 a oggi nelle Marche si è assistito ad un taglio di fondi per le politiche sociali di 2,5 miliardi a 350 milioni e all'azzeramento di quelli per la non autosufficienza. Nonostante l'accordo, il "sistema dei servizi per anziani registra inspiegabili e immotivati ritardi: non riesce a decollare e a fornire interventi strutturati, integrati e omogenei per tutto il territorio". E le "responsabilità sono politiche" ma anche di "chi vuole fare business con la non autosufficienza".
Nella regione gli ultrasessantacinquenni rappresentano il 32,2% della popolazione (22% di ultraottantenni), e l'indice di vecchiaia è del 242,30% (per ogni bambino e ragazzo tra zero e 14 anni ci sono due anziani). Dati che impongono maggiore attenzione per le situazioni di cronicità diffuse, un diverso modello per le acuzie e una "presa in carico continuativa e di qualità attraverso una rete adeguata di servizi assistenziali sociosanitari".
I sindacati hanno richiamato anche l'attenzione anche sul problema della non autosufficienza domiciliare. Quanto al Centro unico di prenotazione, condividono l'obiettivo di facilitare l'accesso alle prenotazioni ma lamentano il perdurare di situazioni riconducibili a uno "scollamento tra lo sportello del call center e il servizio richiesto" oltre a "difficoltà per gli anziani con patologie invalidanti a rincorrere le prestazioni su tutto il territorio regionale".(ANSA).