Il segretario del Partito democratico propone una coalizione da Casini a Vendola, per "andare oltre Berlusconi". Ammonisce Fini e Udc: "Un terzo polo che si proponga di condizionare Berlusconi è una illusione"
Per il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, alternative non ce ne sono: serve un "patto con attitudine costituente" che metta insieme tutte le forze politiche non alleate di Berlusconi, dall'Udc di Casini fino a Sel di Vendola. Bersani ne ha parlato in una conferenza stampa a Roma, il 23 dicembre, sottolineando che chi non vorrà aderire "si assume la responsabilità di condannare il paese a un altro decennio di berlusconismo". Il Pd, ha detto Bersani, spiegherà più compiutamente la sua proposta nella direzione nazionale del 13 gennaio e nell'assemblea di Napoli.
Bersani è dunque tornato sull'idea di una "piattaforma democratica" i
potizzata in un'intervista a Repubblica qualche giorno fa. "A gennaio - ha detto il segretario del Pd - Berlusconi, la Lega e la campagna acquisti decideranno sull'esito della legislatura e forse conteranno anche le deliberazioni della Corte costituzionale. Oltre gennaio noi diciamo un cosa: attenzione, un terzo polo che si proponga di condizionare Berlusconi è una illusione".
'Se non ci fosse Berlusconi di mezzo – ha proseguito - , io penserei a una fase costituente che guarderebbe anche oltre, tanto è grave la situazione". Per Bersani si tratta di fare una coalizione 'per andare oltre il berlusconismo e fare riforme istituzionali e alcune cose serie' nel campo dell'economia e del lavoro. 'Non è un patto politico - ha detto - in cui metti l'anima, ma un patto politico in cui metti la preoccupazione per il Paese".
"Oggi – ha spiegato Bersani – per andare contro Berlusconi bisogna costruire l'oltre Berlusconi".
Quanto alla polemica con Nichi Vendola sulle primarie, Bersani ha affermato che "chi dice che non voglio le primarie, imbroglia. La sequenza logica è: programma, coalizione e quindi una decisione comune sulle primarie". A Vendola il segretario del Pd replica che "la coalizione non è quella di chi accetta le primarie. Se le intende così, se le fa lui. Questo non è il nostro statuto".