Siglato l'accordo al Banco Popolare,
quarto gruppo creditizio nazionale, con circa 20.000 dipendenti e 2.200 filiali. Ne dà notizia la Fisac Cgil. L'accordo è arrivato al termine di una articolata fase di contrattazione avviata dopo l'annuncio dato dal Banco Popolare di voler procedere ad un piano di riduzione degli organici per l'anno 2011 di 500 unità.
L'accordo - spiega il sindacato in una nota - prevede di
incentivare al pensionamento un massimo di 300 dipendenti già in possesso dei requisiti. Solo in mancanza del raggiungimento dell'obiettivo, spiega ancora la Fisac, si attiverebbe per questi lavoratori una fase di confronto di 20 giorni sull'attivazione delle procedure di Legge 223.
Inoltre, con l'accordo si è deciso di
stabilizzare tutte le posizioni di lavoro non a tempo indeterminato in essere alla data del 11 dicembre 2010 nelle aziende del Gruppo (538 lavoratrici e lavoratori apprendisti e tempi determinati); di assumere 50 persone in relazione all'accesso al fondo di solidarietà di 150 unità; di assumere un numero di persone equivalente alla differenza tra la riduzione netta di 100 risorse per turn over fisiologico e il numero di risorse effettivamente uscito (ad esempio se nel 2011 usciranno 180 persone -media indicativa del gruppo- si procederà all'assunzione di 80 risorse); le assunzioni avverranno attingendo primariamente dal bacino dei contratti di somministrazione in essere (84 nelle reti ), con un percorso di progressiva stabilizzazione.
La Fisac Cgil sottolinea che "
l'accordo non contempla deroghe ai contratti nazionale ed aziendale, sia di natura normativa che salariale né per le previste assunzioni a fronte degli esodi che in carico al personale precario che sarà stabilizzato".
"L'accordo raggiunto al Banco Popolare è un buon accordo – aggiunge
Agostino Megale, segretario generale della Fisac Cgil – ed è stato possibile grazie all'unità della Fisac ed a quella con tuti gli altri sindacati, ancora una volta un valore aggiunto che rende più forte tutto il sindacato nelle trattative aziendali e di gruppo. Un elemento - conclude Megale - decisivo anche guardando al prossimo rinnovo del Contratto Nazionale".