Uno studio di Bankitalia svela le crescenti difficoltà per gli italiani a rimborsare i mutui. Risulta insolvente il 5% delle famiglie contraenti, ma la percentuale sale tra chi è senza lavoro, in cassa integrazione o ha un lavoro part-time
di rassegna.it
Circa il 5% delle famiglie italiane che accendono un mutuo non sono in grado di rimborsarlo alla sua scadenza. In altre parole, una famiglia su venti, risulta insolvente. Si tratta del "valore più alto, insieme a quello della Spagna, tra i sette Paesi europei analizzati" (tra cui Gran Bretagna, Francia, Finlandia, Olanda e Irlanda) nello studio su "L'incremento dell'uso di politiche di prezzo basate sul rischio per i mutui in Italia" condotto da Silvia Magri e Raffaella Pico della Banca d'Italia, utilizzando i dati dell'indagine Eu-Silc (Community Statistics on Income and Living Conditions) raccolti da Eurostat nel 2007, l'anno di avvio della crisi finanziaria che non è ancora terminata.
E l'identikit degli insolventi è piuttosto preciso. Chi non riesce a pagare il mutuo spesso è senza impiego, non ha un lavoro fisso o è part-time. In particolare, un disoccupato su cinque (19%) non ce la fa a rimborsare il prestito sottoscritto secondo la scadenza. Non riesce, quindi, a pagare l'8,5% degli impiegati part time e il 7,9% degli occupati con un contratto a tempo determinato. Dall'indagine, inoltre, emerge come il rischio d'insolvenza per le famiglie italiane cresce per le fasce più povere, il 25% dei mutuatari con il reddito più basso presenta un tasso al 14,5%, per le famiglie con un solo genitore (10,1%) e per le classi d'età tra i 44-54 anni (6,1%).
"Anche lo studio di Bankitalia conferma che l'insostenibile crisi economica porta sempre più famiglie italiane a non poter onorare le rate dei mutui, impegno sempre più gravoso che mangia il 33% del reddito e si traduce, per almeno 350mila famiglie ad un rischio reale di insolvenza al punto che, secondo Adusbef, che ha raccolto i dati nei maggiori tribunali, le stime 2010 sul numero di pignoramenti ed esecuzioni, potrebbe salire nel triennio a sfiorare il 70% (69,35% in media)". E' quanto si legge in una nota di Elio Lannutti dell'Adusbef e Rosario Trefiletti di Federconumatori.
Secondo le due associazioni inoltre la situazione negli ultimi anni è peggiorata: l'ultima indagine su pignoramenti ed esecuzioni immobiliari infatti, che vede un aumento consistente del 32% nel 2010, ipotizzava un tasso di insolvenza raddoppiato nel 2010 rispetto al 2009, per le difficoltà di onorare le rate dei mutui da parte dei più poveri per sopravvenute difficoltà economiche con punte allarmanti in alcune grandi città come Torino, Milano e Roma.