Mercati in ripresa, titoli di stato più vicini al rendimento dei Bund tedeschi, Borse col segno più. Una giornata moderatamente positiva. Le analisi però concordano: l'Italia, per ora, non è tra i "Pigs", ma se la Spagna dovesse cadere…
Bollettini dall'altalena dell'euro. Nei giorni pari l'Italia rischia il contagio della crisi, nei giorni dispari l'Italia è un baluardo dal contagio. Martedì 30 novembre il
Financial Times scriveva che "le speculazioni dei mercati e le incertezze politiche sul futuro della coalizione al governo di Silvio Berlusconi stanno aumentando i timori di contagio". Mercoledì 1 dicembre lo stesso quotidiano finanziario britannico sostiene invece che "l'Italia può essere un baluardo contro il contagio nell'Eurozona" e non una vittima dell'instabilità. Sullo sfondo il grande rebus: la Ue chiederà una manovra correttiva all'Italia?
Più sotto il resto delle opinioni. Quanto ai fatti, se ne registrano anche di positivi. Il primo dicembre le Borse, i mercati e la divisa europea hanno mostrato segni di ripresa. Migliorano infatti gli spread non solo dell'Italia, ma anche di Spagna e Portogallo. Per la prima volta da una settimana la differenza tra il rendimento dei Btp decennali e dei Bund tedeschi scende a 179 punti base, calando di 30 punti. Anche lo spread di rendimento del decennale spagnolo cala a 279 punti base (-17).
L'euro supera quota 1,31 dollari, forse anche grazie alle voci su un possibile intervento della Bce per acquistare bond sui titoli del debito pubblico europeo, voci che la Bce non ha però confermato. Anche le Borse si rimettono a correre. Madrid, ad esempio, cresce di oltre il 4%, e Londra del 2,7%, Milano del 2,13%, Francoforte del 2,35% e Parigi dell'1,39%.
L'asta odierna dei titoli di stato tedeschi va malino: sui 5 miliardi di titoli del tesoro quinquennali offerti, ne sono stati collocati solo 4,13 miliardi. Mentre il Portogallo (minacciato di declassamento da Standard & Poor's) ha collocato 500 milioni di euro di titoli annuali del debito pubblico con scadenza a 12 mesi, con una domanda di 1,253 miliardi di euro (i tassi sono saliti dal 4,813% al 5,281%).
La tempesta fa rotta sull'Italia?
Nella sua "Lex Column" il
Financial Times ravvisa delle "crepe" nell'economia italiana, in particolare "banche sottocapitalizzate" e una Piazza Affari che sta per chiudere il suo anno peggiore dal 1995. Ma l'Italia, secondo il quotidiano britannico, mostra "punti di forza" in un "debito stabile" e in un deficit di bilancio al 5%, più basso della zona euro, mentre "le sue finanze pubbliche sono ben gestite, e il tesoro ha resistito contro le pressioni per aumentare la spesa". Il debito privato, inoltre, si mantiene basso.
Il Ft si chiede se l'Italia sarà la prossima a cadere sotto l'attacca della speculazione "dopo la Grecia, l'Irlanda e la Spagna". E la risposta dipende, in definitiva, proprio dal destino della Spagna. Se anche Madrid dovesse chiedere "un salvataggio d'emergenza - si legge – il conto che l'Italia dovrebbe pagare metterebbe le sue finanze italiane sotto pressione". E l'Italia si "troverebbe a rischio".
Anche il tedesco
Handelsblatt evidenzia i punti a favore dell'Italia in un articolo che s'intitola "Nella sigla PIGS, la 'I' non sta ad indicare l'Italia". Sebbene il nostro paese "non possa ritenersi al sicuro", il quotidiano economico tedesco sostiene che per "una serie di motivi" è improbabile che "l'Italia finisca nel mirino degli speculatori come la Grecia, l'Irlanda, la Spagna o attualmente il Portogallo". Tanto per cominciare i titoli di stato italiano mostrano premi di rischio sul mercato molto lontani da quelli di Irlanda, Portogallo o Spagna. Poi c'è un deficit rassicurante, come evidenziato anche dal Ft, rispetto al 9% della Spagna.
"Il maggiore punto di debolezza dell'Italia è l'indebitamento statale". E uno dei punti di forza è che "le famiglie italiane non hanno quasi debiti". Ma ques'ultimo dato ai mercati non interessa.