I concorrenti denunciano il gruppo, la Commissione europea apre un'inchiesta. L'accusa: usa il dominio nel settore per favorire i propri servizi. Tra i ricorsi c'è il motore di ricerca di Microsoft. Bruxelles: "Nessuna prova, ma indagheremo a fondo"
Abuso di posizione dominante. E' l'accusa che ha portato all'inchiesta dalla Commissione europea nei confronti di Google. A quanto riferiscono oggi (30 novembre) fonti di agenzia, è stata avviata formalmente l'indagine antitrust in seguito alle segnalazioni di alcuni fornitori di servizi di ricerca online. Questi si sono lamentati perchè sfavoriti nei risultati di ricerca proprio da Google, che a loro avviso favorisce i propri servizi.
L'inizio dell'indagine, si legge in una nota di Bruxelles, "non implica che la Commissione possegga prove su un'esistenza di un'infrazione, ma semplicemente che procederà con un'inchiesta approfondita sul dossier". Tra quelli che hanno fatto ricorso, ci sarebbero il motore di ricerca di Microsoft (Bing, il francese Ejustice.fr e il britannico Foundem, portale di comparazione prezzi).
Nei reclami avanzati, spiega ancora la Ue, il gruppo di Mountain View è accusato di favorire i propri servizi, sia quelli gratuiti che a pagamento, penalizzando praticamente tutti i concorrenti. A questo punto, la Commissione è chiamata a verificare se c'è abuso di posizione dominante nel settore della pubblicità. Google, dice l'accusa, avrebbe mantenuto alti i prezzi per i fornitori, realizzando così una distorsione della concorrenza.
Il portale "avrebbe abbassato nei suoi risultati di ricerca gratuiti il rango di alcuni concorrenti specializzati nella fornitura di contenuti specifici" a pagamento, assegnando ai propri servizi un "piazzamento preferenziale". Avrebbe inoltre diminuito "il punteggio di qualità" dei servizi degli altri, ovvero uno dei fattori che determina il prezzo della pubblicità sul sito. Ai suoi partner pubblicitari, poi, "avrebbe imposto clausole di esclusività": per esempio, vietare di fornire pubblicità ai siti concorrenti, come i fornitori di computer.
Infine, Bruxelles indagherà sulle presunte restrizioni - contestate sempre a Google - sulla possibilità di portare in siti concorrenti alcune campagne pubblicitarie.