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di redazione

pubblicato il 29/11/2010

Puglia, il dramma dei precari sanitari

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L'appello del presidente del Comitato sanitari precari Altamurani: "Discutere e risolvere subito la grave situazione, avrà ricadute sulla cittadinanza. Non è garantito il diritto alla salute"

di Domenico Cirasole*

E' finita! La vicenda dei sanitari (medici, infermieri, tecnici) precari Baresi, Altamurani e Pugliesi è veramente finita. La parola fine è stata scritta dalla Corte Costituzionale nella sentenza N. 333 del 24 novembre 2010. Chiarezza è fatta! Giustizia e fatta!?

La Suprema Corte sentenzia che “l’art. 1, commi 1, 2, 3 e 4, della legge della Regione Puglia n. 27 del 2009, destinando l’intero ammontare dei minori costi derivanti da cessazioni del servizio negli anni 2009 e 2010 a nuove assunzioni, non rispetta i principi fondamentali stabiliti dalla legislazione statale in materia di coordinamento della finanza pubblica e viola, quindi, l’art. 117, terzo comma, Cost."

Dunque per i precari non vi è più nessuna speranza! L’inquietudine ci assale! Giorni di sensibilizzazione della popolazione, e di appello a tutte le forze politiche e istituzionali, sono servite a nulla. E’ venuta a mancare la fiducia nelle istituzioni, e nella forza della legge, che viene a trasformarsi in pochi istanti.

In pochi istanti il diritto alla stabilità lavorativa (stabilizzazione del personale precario) diventa superato, anche se quasi del tutto maturato. La vecchia normativa prevedeva che nel pubblico si accedeva per concorso, e in casi eccezionali per stabilizzazione, dopo 36 mesi e 21 giorni.

Molti sanitari sono precari da molti più anni, e continueranno ad esserlo. Infatti, noi precari della sanità da molti anni abbiamo consentito l’apertura e la vita di reparti d’urgenza (utic-cardilogia, rianimazione, 118, pronto soccorso), in attesa di concorsi, che non sono mai arrivati. Abbiamo aspettato anche la stabilizzazione, e questa oggi c’è negata.

Insomma siamo stati puniti per aver creduto nella nostra terra, e abbiamo voluto continuare a lavorare da precari (con contratti a volte anche trimestrali) per la nostra popolazione. Molti professionisti hanno scelto di andare in altre regioni, nelle quali i concorsi nei decenni precedenti venivano indetti regolarmente, ed ora  all’età di 40 anni sono professionisti in pianta stabile, con tutti i diritti che ne conseguono. Noi no!

Illusi che l’Italia fosse uguale in tutte le regioni, siamo rimasti, ed abbiamo continuato a sperare, com’è accaduto agli infermieri dell’assistenza domiciliare che ad esempio sono precari da più di dieci anni. Dieci anni di attese e speranze che oggi del tutto svaniscono. E’ finita!

Ora per tutti (medici, infermieri, tecnici), vi è un solo pensiero, trovare lavoro nel brevissimo tempo. Si, dobbiamo trovare una nuova occupazione entro il 31.12.2010, perché dall’anno nuovo, in tutte le regioni vi sarà il blocco del turn-over, e quindi niente nuove assunzioni. Ma è ora che la popolazione Altamurana sappia che questa fuga repentina entro il 31.12.2010 del personale sanitario precario impegnato nell’ospedale di Altamura e di tutte le città della Puglia, determinerà il collasso degli ospedali.

Infatti, ormai prossimi alle festività natalizie, e all’avvicinarsi del picco influenzale, il personale che  ormai già da anni è in affanno perché meno di quanto dovuto, sarà costretto a turni di forza per garantire il servizio. Ma a parere di chi scrive a causa di questa fuga, alcuni servizi e reparti saranno chiusi, o ridotti, mentre in altri saranno garantiti  solo disservizi. Il collasso degli ospedali è già in atto nella provincia di Bari, basta guardare ciò che accade in questi giorni nel Pronto Soccorso dell’ospedale Di Venere, nel quale è tutto esaurito, e i ricoverati sostano per giorni su barelle.

Tutta colpa dei tagli! Ma la situazione
dell’ospedale Di Venere non è molto diversa dall’ospedale di Altamura e negli altri ospedali. A breve quando i primi professionisti precari daranno le dimissioni, la situazione anche ad Altamura e negli altri ospedali si farà dura. Ad oggi già due ginecologi hanno dato le dimissioni, per firmare contratti con più garanzie, e con scadenza non a breve tempo. Si, perché altrove i professionisti hanno contratti della durata minima di 24 mesi, mentre il sottoscritto ha visto solo contratti della durata di 6 mesi.

La fuga a breve riguarderà anche i rianimatori , cardiologi, radiologi, medici del pronto soccorso, tecnici, dietiste  e non da meno gli infermieri che intutto sono 37, e quasi tutti impegnati in reparti d’urgenza (pronto soccorso, utic-cardiologia, rianimazione), e nell’assistenza domiciliare. Concludendo, la sentenza della suprema Corte ha fatto chiarezza, e giustizia, ma causerà a breve danni irreparabili per l’ospedale di Altamura, e negli altri ospedali di tutta la Puglia.

Il sottoscritto, in nome del comitato S.p.A. (sanitari precari altamurani), di tutti i precari della Puglia, e di tutta la popolazione altamurana e pugliese, rivolge un ulteriore appello a tutte le forze politiche ed istituzionali, a tutti i livelli, di voler discutere, ed in breve tempo risolvere la grave situazione dei sanitari precari, e delle conseguenze, ovvero ricadute che la popolazione subirà.

Il diritto alla salute è di tutti, e tutte le forze politiche devono impegnarsi a garantirlo. Ricordo che "la salute diventa precaria, se è garantita da personale sanitario precario".

* Presidente del comitato S.p.A. (Sanitari precari Altamurani)




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TAGS precari sanità puglia

29/11/2010 12:30

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