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Università: studenti ancora in piazza, scontri a Firenze

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La Camera riprende l'esame del ddl Gelmini e gli studenti continuano l'agitazione in tutto il Paese. Dopo la rivolta di ieri, oggi scontri a Firenze, ferito un manifestante. Anche Vendola sul tetto alla Sapienza

di rassegna.it

foto di Attilio Cristini (immagini di Attilio Cristini)
Gli studenti universitari non si fermano. Dopo il sit-in di ieri e il blitz al Senato, oggi, giovedì 25 novembre, la protesta contro la riforma Gelmini prosegue davanti a piazza Montecitorio e, per l'occasione, sono già stati rinforzati i presidi delle forze dell'ordine.

"Decideremo volta per volta
- hanno spiegato i ragazzi - quali saranno le nostre azioni di protesta". Molti studenti arrivano a piedi, con autobus, tram e metropolitane. Tra i primi a giungere sul posto, un gruppo di universitari di Link.

Dopo gli incidenti di ieri
sono stati fermati due studenti. Stamattina davanti alla Sapienza di Roma è comparso uno striscione: "Libertà per gli studenti arrestati". Mentre dalle finestre di una facoltà ne pende un altro "Daniele e Mario liberi subito". Intanto, l'aula della Camera ha ripreso l'esame della riforma dell'Università. Restano da votare ancora 15 dei 25 articoli del testo. Al voto finale si dovrebbe giungere intorno alle 14.

Alcuni studenti e docenti di Roma Tre
, uno degli atenei della capitale, sono saliti ieri sera sul tetto del rettorato dell'Università. I manifestanti, in tutto un centinaio, hanno così dato il loro contributo alla protesta dilagante contro i tagli all'università e la riforma Gelmini. Dopo la protesta sui tetti della facoltà di Architettura dunque, la contestazione sbarca anche a Roma Tre.

Anche a Milano monta la protesta contro la riforma dell'Università. Stamattina un gruppo di studenti è improvvisamente entrato nella sede dell'Agenzia delle Entrate che si trova in via Manin, nel centro di Milano. I manifestanti, una decina, che si sono staccati dal corteo, sono riusciti a salire sul grande balcone soprastante all'ingresso e hanno srotolato uno striscione con la scritta 'Più soldi alla scuola meno alla guerra'. Il blitz è stato accompagnato da lanci di uova e oggetti verso l'ingresso dell'agenzia che è stato quasi subito chiuso.

A Firenze circa 500 studenti dei collettivi si sono posizionati davanti all'edificio D15, dove a breve dovrebbe intervenire il sottosegretario Daniela Santanché chiamata ad un'iniziativa degli "Studenti per la libertà". Per due volte gli studenti che protestano contro il ddl Gelmini hanno cercato di sfondare il cordone di polizia: gli agenti in tenuta antisommossa con caschi e scudi hanno respinto gli assalti, con delle cariche di alleggerimento. Ne sono nati dei tafferugli e degli scontri fisici tra studenti e forze dell'ordine; i manifestanti hanno anche lanciato dei fumogeni contro la polizia.

Gli studenti, come riferisce l'agenzia Adnkronos, stanno gridando slogan come 'Siamo tutti antifascisti', 'Fascisti carogne tornate nelle fogne', e hanno esposto nel plesso universitario striscioni 'Contro in fascismo con ogni mezzo necessario'. Pochi minuti fa c'è stato un terzo tentativo di carica da parte degli studenti, e le forze dell'ordine hanno risposto con un ulteriore carica di alleggerimento con manganelli e scudi. Quest'ultima carica ha portato al ferimento di uno degli studenti che ora stanno urlando "Vergogna, vergogna" verso la polizia. Il giovane, riferisce l'Ansa, perde sangue dalla fronte ma non sembra in gravi condizioni.

"La forma di protesta di questi giorni con tafferugli è inaccettabile". Parole del ministro dell'Istruzione Maristella Gelmini secondo la quale questo "non è un modo corretto di protestare". La ministra più contestata del momento è intervenuta a "La telefonata", di Maurizio Belpietro su Mattino Cinque. Per il Ministro la protesta salda "una parte di giovani e chi non vuole cambiare, penso ai 'baroni', in quanto questa, che è una riforma epocale, prevede trasparenza nei concorsi e tenuta dei conti", più efficienza e la fine di 'parentopoli' nelle Università. Il ministro ha anche aggiunto che "molte università hanno conti in disordine e se noi oggi non interveniamo in maniera forte e risoluta non sarà il governo a commissariare alcuni atenei, ma saranno le banche. Faccio il caso dell'università di Siena che è sull'orlo della bancarotta ma non è un caso unico".


Come detto, quella di ieri (24 novembre)
è stata una lunga giornata di protesta studentesca in tutta Italia. In particolare a Roma: gli studenti sono andati a Montecitorio per protestare contro il ddl Gelmini sull'università. Hanno fatto il "giro" dei luoghi di potere della capitale, protestando sotto il Senato - con tentata irruzione -, verso Palazzo Grazioli e per tutto il centro. Hanno quindi urlato: "Dimissioni, dimissioni", rivolti alle sedi del governo. Si sono visti striscioni come: "Ridateci il nostro futuro", "No ai tagli", "Qui riposa in pace la scuola pubblica". In piazza anche molte bandiere e palloncini colorati della Flc Cgil. Le forze dell'ordine hanno effettuato due cariche di alleggerimento, per bloccare i manifestanti che volevano arrivare sotto Montecitorio.

Cariche anche nel corteo di Padova, dove la polizia ha disperso con la forza gli studenti che volevano occupare per protesta i binari della stazione ferroviaria Padova-Bologna.
 
La mobilitazione, spiega la Rete degli studenti,
è stata organizzata "per gridare il nostro dissenso nei confronti di un ddl che distrugge l'università e la ricerca, che non pensa al futuro di noi studenti e del paese".

"Da Torino a Palermo passando per Milano, Firenze, Roma, Napoli e Catania - prosegue il comunicato - gli studenti occupano e autogestiscono scuole e facoltà. Il ddl Gelmini è una pietra tombale sull'università italiana che si inserisce in un'ottica generale di riforma della scuola e dell'università basata su tagli e privatizzazioni. Noi studenti - aggiunge - non possiamo permettere che si giochi sul nostro futuro".

A Torino hanno passato la notte sul tetto del Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, una ventina di ricercatori universitari. L'azione di protesta contro la riforma Gelmini sta continuando anche in queste ore, gli studiosi rendono noto che proseguirà a oltranza.

Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, è salito ieri sul tetto della facoltà di Architettura a Roma (vedi foto su Facebook), dove i ricercatori stanno protestando. Ha ascoltato le loro ragioni, quindi ha dichiarato: "La riforma Gelmini è un disastro omeopatico. Anche noi dell'opposizione abbiammo avuto delle carenze, ma di cose come queste non ne abbiamo mai viste. Loro girano a loro vantaggio i principi costituzionali - ha aggiunto -, seppure riconoscono i diritti, poi non li finanziano e non li fanno funzionare".

E oggi anche Nichi Vendola
, insieme ad Antonello Venditti, è salito sul tetto della facoltà di Architettura di piazza Borghese a Roma, per portare solidarietà ai ricercatori asserragliati lì da martedì.

aggiornato alle 11:23


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25/11/2010 10:15

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