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È in gioco l'euro, un'altra volta

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Schaeuble rilancia l'allarme di Van Rompuy: "Faremo il possibile per portare la crisi sotto controllo". Le borse bocciano il pacchetto irlandese e il premier Cowen è in difficoltà: il Sinn Fein chiede la sfiducia. Unicredit: banche italiane non rischiano

di rassegna.it

Foto Lif (da Flickr) (immagini di Foto Lif (da Flickr))
Nella crisi finanziaria europea "è in gioco l'euro". Lo ha detto il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, intervenendo al Parlamento tedesco. "La crisi finanziaria ed economica ha delle conseguenze e faremo tutto il possibile per riportarla sotto controllo", ha detto Schaeuble usando parole simili a quelle del presidente della Ue, Herman Van Rompuy, che la settimana scorsa aveva lanciato un allarme sulla tenuta della moneta unica. Le Germania, ha detto Schaeuble, si è assunta le sue responsabilità, e se non l'avesse fatto "le conseguenze economiche e sociali nel nostro paese sarebbero state incalcolabili".

I mercati, di nuovo isterici e volubili come la scorsa primavera, fanno tremare l'euro e non promuovono più di tanto la richiesta di aiuti ufficializzata dall'Irlanda. Restano forti, infatti, le tensioni nelle borse europee. La Borsa di Dublino perde il 2,12%, con il settore del credito nel panico: Bank of Ireland cede il 22,11%, Allied Irish bank il 18,14%. Contemporaneamente l'Euro perde terreno nei confronti della sterlina, a causa del timore dei mercati di un contagio ad altri paesi dell'Eurozona. Attualmente la moneta unica è scambiata a 85,15 pence, giù dello 0,2%. Per gli analisti, l'Euro mostra così qualche debolezza: il limite giusto sarebbe infatti sotto gli 85 pence e per gli osservatori i segnali di debolezza affiorano appunto quando si superano gli 84,40 pence.

Nel frattempo il governo di Brian Cowen traballa: esponenti del suo partito vorrebbero le dimissioni del primo ministro e gli alleati Verdi hanno già annunciato l'uscita dalla coalizione subito dopo il varo della manovra quadriennale anticrisi.

Il Sinn Fein ha chiesto un voto di sfiducia. "Cowen non ha più la maggioranza alla Camera", ha detto in Parlamento il capogruppo Caoimhghin O Caolain. La mozione di sfiducia del Sinn Fein afferma che Cowen e il suo governo hanno tradito il popolo irlandese e hanno guidato una coalizione che ha rovinato l'economia e svenduto la sovranità del paese ala Ue e al Fondo Monetario.

La Commissione europea conferma però la fiducia a Cowen, che ha condotto in prima persona la trattativa sugli aiuti. Il portavoce del commissario Ue agli affari economici, Olli Rehn, ha comunicato che non c'è ragione di essere preoccupati per l'impatto della situazione politica irlandese sui negoziati in corso sugli aiuti Ue-Fmi.

Quanto al rischio contagio dalle banche irlandesi al credito europeo, e nella fattispecie italiano, l'amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, ha detto all'Agi di non essere preoccupato: "No, non credo proprio", ha detto. "Prima si sistema l'Irlanda - ha aggiunto - meglio è, perché la volatilità si sta accentuando".

Un rischio che smentisce anche il governatore della Banca di Spagna, Miguel Ordonez, intervistato da Bloomberg. Riferendosi al sistema bancario spagnolo, Ordonez ha detto che è "forte", che "ci sono stati problemi con le casse di risparmio ma li abbiamo affrontati nell'ultimo anno, con ristrutturazioni e ad un costo relativamente basso per le finanze pubbliche".



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TAGS crisi finanziaria euro irlanda

23/11/2010 14:20

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