'Rete italiana per il Disarmo' e 'Sbilanciamoci' denunciano: l'Italia sta per acquistare 131 costosissimi velivoli da guerra. Molti altri Paesi, anche vista la crisi, sono usciti dal progetto. E' attiva la campagna di pressione "Caccia al caccia"
"A causa della crisi economica mondiale molti governi hanno deciso di ridurre con tagli record le proprie spese militari: in particolare diversi paesi (Norvegia, Canada, Danimarca, Olanda, Gran Bretagna) hanno sospeso o ridotto la propria partecipazione al
costosissimo progetto di nuovi cacciabombardieri F-35 Joint Strike Fighter". E' quanto riferiscono in una nota la "Rete italiana per il disarmo" e "Sbilanciamoci".
Le due associazioni sottolineano come, "mentre tutti questi paesi si interrogano sulla necessità di un aereo così sofisticato (ma poco affidabile nella sua fase di sviluppo) e pensato per scenari ben differenti (è stato ideato infatti 15 anni fa), l'Italia abbia confermato proprio in questi giorni con diversi interventi di esponenti governativi l'intenzione di procedere alla firma del
contratto d'acquisto dei 131 velivoli fin dall'inizio destinati al nostro paese".
Per bloccare questa spesa pazzesca (16 miliardi di euro previsti) dal maggio 2009 è attiva una campagna di pressione
"Caccia al caccia! Diciamo NO agli F-35" lanciata da Sbilanciamoci! e da Rete Italiana per il Disarmo affinché il Governo italiano rinunci all'acquisto di questi caccia e "usi in maniera migliore per la popolazione le ingenti risorse risparmiate".
"A sostegno della nostra iniziativa - sottolineano le due associazioni promotrici - sono state presentate
mozioni parlamentari al Senato e alla Camera, rispettivamente dal senatore Umberto Veronesi e dal deputato Savino Pezzotta; e hanno aderito a tali mozioni, nessuna delle quali è stata ad oggi discussa, 26 senatori e 14 deputati".
Inoltre, si legge ancora nel sito di "Rete italiana per il disarmo" la mobilitazione vede il sostegno di Unimondo e del progetto "Science or Peace" ed ha visto confluire anche la raccolta di firme della
"Campagna di indignazione nazionale" promossa da Grillo News. Attualmente le adesioni online sono circa 16.500 e quelle cartacee di sostegno circa 15.000; nel Dicembre 2009 la campagna ha già "consegnato simbolicamente" al Governo le firme allora raccolte. Sono poi 156 le organizzazioni di diversa natura ad aver aderito all’appello.