"Se i registri non hanno valore, dicano loro cosa lo ha purché la
volontà dei cittadini sia rispettata anche nel momento in cui non possono più difendersi e dire esattamente cosa vogliono". Così Beppino Englaro, il padre di Eluana, all'Ansa in merito alla
circolare emanata dal Governo in materia di biotestamento.
"Se si riesce ad avere delle leggi ad hoc il cittadino si organizza e difende come può - ha aggiunto Beppino -
Quello che conta è che ci sia un documento, che può essere il registro o la tessera sanitaria, dove sta scritto chiaramente quali sono le sue volontà rispetto ai trattamenti di fine vita".
"In Parlamento non si sono accorti che il clima culturale è cambiato, che le persone hanno capito di avere il diritto di essere rispettate sia quando sono in grado di difendersi sia quando non possono più esprimere le loro volontà - ha aggiunto Englaro all'Ansa - E' una battaglia da stato di diritto, nella linea del diritto, come lo è stata quella che ho portato avanti
per mia figlia Eluana. Nessuno - ha concluso - deve più sopportare quello che ha sopportato mia figlia".