"Nessuno di noi, e tantomeno il nostro segretario generale, ha mai sostenuto che le banche italiane non siano in campo
contro la criminalità organizzata e il riciclaggio". E’ la replica del segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, alle parole di oggi del presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari.
"Sono convinto - aggiunge il dirigente sindacale - che su questi temi il giudizio continuerà a essere comune. Il problema, dunque, non è questo, ma come, nella più grande crisi economica del dopoguerra e in un contesto di difficoltà economiche e di scarsità di risorse finanziarie e di liquidità, la criminalità organizzata ha occupato e riempito spazi economici e finanziari
all’insegna dell’usura e dell’illegalità".
Un dato che, secondo Megale, "si è aggravato nella crisi con l’Italia maglia nera dell’
economia nera e sommersa, pari al 27% del Pil e di cui ben il 9% proviene dall’economia criminale: è questo il vero tema da approfondire. Si tratta di una grande questione che richiede un’azione decisa, non solo delle parti sociali e ognuna nell’ambito dei propri ruoli, ma della politica, a partire da quelle azioni di contrasto da parte del Governo dei fenomeni del lavoro illegale e sommerso che - conclude Megale - mette in condizioni di difficoltà oltre 3 milioni di lavoratori, ma anche tante piccole imprese italiane".