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Tecnici Fmi e Ue a Dublino per negoziare gli aiuti. Il ministro delle finanze Lenihan: "Non ci siamo ulteriormente indebitati, insieme ai partner valuteremo cosa ci serve". Si parla di un pacchetto da 100 miliardi. L'Irlanda teme le ricadute sociali

di rassegna.it

Il 18 novembre iniziano i colloqui tra il governo irlandese, il Fondo monetario internazionale e la Ue per definire le misure necessarie per l'uscita di Dublino dalla crisi. Lo annuncia il ministro delle Finanze irlandese, Brian Lenihan. Da diversi giorni il dissesto delle banche irlandesi, i loro salvataggi pubblici e il peggioramento della situazione di bilancio dell'isola agitano i mercati.

Di fronte a un rischio crac simile a quello sfiorato dalla Grecia, i partner europei hanno fatto pressioni su Dublino perché accettasse una forma di aiuto internazionale. Finora l'Irlanda ha rifiutato, dal momento che la negoziazione di questi aiuti comporta sempre un prezzo molto alto in termini di tagli alla spesa pubblica. Basta ricordare cosa è accaduto agli stipendi e alle pensioni dei greci prima dell'estate. Ma Dublino è sul punto di cedere. E la missione "urgente" di tecnici di Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale sembra il preludio del bailout.

"L'importante è guardare ai problemi strutturali del sistema e affrontarli: è questo il ruolo della missione - spiega Lenihan -. Non ci siamo ulteriormente indebitati, insieme ai partner europei valuteremo cosa ci serve: potrebbe al momento trattarsi non di un vero e proprio trasferimento di fondi, quanto della prova di quanto possa venirci offerto in caso si materializzino nuove difficoltà".

La questione degli aiuti a Dublino è stata al centro della riunione dei ministri finanziari dell'Europa a 27, tenutasi il 17 novembre. L'Ecofin ha deciso di convocare una riunione straordinaria il prossimo 16 dicembre, visto il mancato accordo tra gli Stati membri sul bilancio della Ue per il 2011, che apre la possibilità dell'esercizio provvisorio, Lo ha riferito il presidente di turno belga, Reynder.

Secondo quanto riporta ilsole24ore.it, il governo irlandese sarebbe in trattative "su un pacchetto di aiuti che potrebbe arrivare a 100 miliardi di euro, metà a sostegno delle banche e metà dei disastrati conti pubblici tartassati da un deficit del 32%". "Le banche inglesi – scrive il Sole - sono le più esposte con gli istituti irlandesi a rischio bancarotta, dunque le future maggiori beneficiarie, seguite da tedesche e francesi".

Anche il Portogallo è in difficoltà e ha dovuto vendere sul mercato 750 milioni di euro di titoli di Stato a 12 mesi, con una domanda pari a 1,8 volte l'ammontare offerto. Ma per riuscire a collocare sul mercato i titoli - scrive la Bloomberg - Lisbona ha dovuto garantire agli investitori un rendimento medio del 4,813%, in forte rialzo rispetto al 3,26% dell'asta precedente che risale al 3 novembre.

Il 16 novembre il presidente permanente dell'Ue, Herman Van Rompuy, ha lanciato l'allarme: Eurolandia e tutta l'Unione europea rischiano grosso. Entrambe stanno lottando per la loro stessa sopravvivenza. L'Unione monetaria e l'Ue a 27, infatti, secondo Van Rompuy, non riusciranno a "sopravvivere" se non verranno risolti i problemi di bilancio di alcuni paesi. "Ci troviamo di fronte a una crisi che riguarda la nostra sopravvivenza" ha affermato. "Dobbiamo lavorare insieme per far sopravvivere l'eurozona, perché se non sopravvive l'eurozona, non sopravviverà l'Unione Europea".

Quanto all'Italia, la bufera sull'euro aumenta i rischi. Il rendimento dei Btp italiani si allontana sempre più dai Bund tedeschi, e il calo di rendimento dei nostri titoli di Stato potrebbe mettere in seria difficoltà finanziaria gli istituto di credito nostrani. Al riguardo, però, arrivano le rassicurazioni di Bankitalia: le nostre banche avrebbero "risorse patrimoniali sufficienti per assorbire le perdite derivanti da un significativo deterioramento macroeconomico e da un aumento del rischio sovrano". Lo ha detto il capo del Servizio Normativa e politiche di vigilanza della Banca d'Italia, Andrea Enria, nel corso di un'audizione alla Camera. "La posizione di liquidità a breve termine dei principali gruppi bancari italiani – ha detto Enria -, anche grazie all'azione di forte stimolo e costante monitoraggio esercitata dalla Banca d'Italia, è rimasta sostanzialmente equilibrata, anche nelle fasi di maggiore tensione".



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TAGS pigs euro crisi economica irlanda

17/11/2010 19:08

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